Impresario funebre

“Esattamente nel momento in cui dietro stava crollando il ponte. Non è ancora la mia ora. Mettetevi il cuore in pace per chi gufa. Comunque allucinante, ho sentito il furgone come se avesse preso un avvallamento, mi è come scivolato sotto. E accanto si fermavano i camion e le macchine”.

Il racconto

Così Alessandro Brancatelli, amministratore delegato dell’agenzia di pompe funebri, “Maccanò e Terrone”, di Imperia, con un post publicato sul proprio profilo Facebook racconta la propria esperienza di scampato (per un soffio) all’immane tragedia che ha colpito il viadotto Morandi di Genova. “Stavo portando una cassa all’ospedale San Martino di Genova. Su Isoradio ho sentito il messaggio che stavano deviando il traffico dall’Aurelia all’autostrada, forse per via del maltempo e in effetti pioveva fortissimo, penso che grandinasse – racconta Alessandro, raggiunto al telefono -. E’ stata una sensazione assurda: non appena ho mi sono avvicinato all’ultima parte del ponte, ho avuto la sensazione di aver preso una cunetta, sembrava che l’asfalto si fosse accavallato l’asfalto e mi sono sentito come sbalzato in avanti. Subito dopo ho avuto la sensazione che dietro non ci fosse più nulla”.

Prosegue Alessandro: “Ho rallentato ed ho visto prima un furgone, poi un camion e delle auto che si fermavano, io mi sono subito tolto dalla strada”. Sul proprio profilo Alessandro posta la foto dell’ultimo tratto del ponte Morandi, quello rimasto in piedi, dopo il cedimento strutturale.