Gilet jaunes

“Al grido di Macron dimission” quasi duecento gilet jaunes francesi hanno manifestato, da poco prima delle 13 alle 14.40 circa, davanti alla barriera autostradale di Ventimiglia, in provincia di Imperia, fermando i mezzi in transito ai quali hanno distribuito volantini illustrando le ragioni della protesta, quest’ultima avvenuta in modo pacifico ma inaspettato.

“Per l’Italia e per la Francia dobbiamo essere uniti”, hanno poi ridato ai megafoni. Il traffico veicolare ha subito diversi rallentamenti, con code anche di sei chilometri, in entrambi i sensi di marcia. I manifestanti, infatti, hanno bloccato i caselli accendendo qualche fumogeno a scopo dimostrativo. Nel corso della manifestazione hanno cucinato della pasta, allestendo una cucina da campo ed hanno suonato della musica, tra cui “La Marsigliese” e, per par condicio, anche “Fratelli d’Italia”.

L’inno italiano

tuttavia, è stato cantato con il pugno levato al cielo. I gilet jaunes hanno anche intonato “Bella ciao” e altre musiche. Al termine della manifestazione hanno improvvisato un trenino, salutando le forze dell’ordine italiane: polizia, carabinieri e guardia di finanza ai quali hanno provato a regalare una rosa gialla, che però non è stata accettata e allora i manifestanti hanno provato a metterla nel loro taschino.

Hanno anche ringraziato l’Italia a testimonianza che quella di oggi voleva essere un appello alla solidarietà da parte dei loro cugini d’oltralpe. Prima di manifestare sull’autostrada, i gilet Jaunes hanno organizzato un corteo a Mentone, la prima località francese dopo il confine. Sono partiti dal municipio, marciando fino alla frontiera a mare di ponte San Ludovico.

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Hanno intonato slogan

contro Macron, sottolineando che la loro marcia verso la frontiera voleva essere un gesto simbolico. Alcuni organizzatori hanno detto di aver chiesto anche la solidarietà da parte italiana, ma nessun “gilet giallo” si è presentato dall’altra parte del confine. Sciolto il corteo a Ponte San Ludovico, a gran sorpresa, i manifestanti sono saliti su auto e moto per raggiungere l’Italia, scortati da una safety car del gruppo. Alcuni di loro hanno coperto la targa con del nastro adesivo. Terminata anche la manifestazione sull’Autofiori, i gilet jaunes sono di nuovo saliti sui propri mezzi e stavolta al grido di “Vive la revolution” hanno annunciato di voler raggiungere il casello dell’A8 francese de La Turbie, sopra il Principato di Monaco.

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