Ginecologo condannato

E’ stata fissata, per il prossimo 21 maggio, davanti alla Prima Sezione della Corte di Appello, di Genova, l’udienza in Appello al processo contro il ginecologo Luca Nicoletti, all’epoca dei fatti in servizio all’ospedale di Imperia, condannato in primo grado a otto anni e mezzo di carcere, con l’accusa di violenza sessuale aggravata per aver abusato di alcune pazienti.

Cinque le somme provvisionali, da 60mila euro ciascuna per complessivi 300mila euro, che il tribunale ha disposto nella sentenza di primo grado a favore delle altrettante parti offese.

Le motivazioni

Dure le motivazioni. “Il dottor Nicoletti ginecologo presso l’ospedale di Imperia, ha costretto le donne a subire atti con chiare e inequivocabili connotazioni sessuali. Lo strusciamento dell’imputato (…) contro i glutei o la schiena delle parti offese, i baci ripetuti e ravvicinati (…) costituiscono ad evidenza atti sessuali”.

Nicoletti venne arrestato, il 25 febbraio del 2015, dopo la denuncia di due pazienti, poi salite a sette, che lo accusavano di abusi sessuali commessi durante le visite.

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Accuse pesanti

“Detti atti – è scritto – sono stati posti in essere in modo del tutto inaspettato e repentino e palesemente contro la volontà delle donne, abusando della loro condizioni di assoluta fragilità ossia di inferiorità fisica o psichica in cui si trovavano”.

Si parla di abusi anche nei confronti di donne in gravidanza e minorenni, reiterati malgrado gli ammonimenti di una collega e il giudice parla di “costrizione ambientale”, riferendosi a quelle situazioni in cui il soggetto passivo, pur dissentendo, non si oppone agli atti sessuali a causa di uno stato di soggezione psicologica.

La difesa, tuttavia, non ci sta: “Depositeremo a breve il ricorso in Appello, perchè è una sentenza che non ha tenuto conto delle valutazioni della difesa, che sono state completamente disattese, senza neppure essere motivate – è il commento dell’avvocato della difesa, Simone Vernazza -. Le nostre ragioni sono state liquidate con eccessiva fretta. Il giudice dedica cinque righe alla deposizione dell’imputato”.

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