Casinò

Si è aperto stamani, davanti al giudice monocratico Massimiliano Botti, di Imperia, con la costituzione di parte civile del Casinò di Sanremo (tramite l’avvocato Alessandro Mager), il dibattimento al “processo bis” sui presunti furti ai tavoli verdi della casa da gioco di Sanremo. Nell’ottobre del 2017, infatti, per una incompatibilità del giudice Laura Russo, il processo dovette ripartire da zero.

Dei sei imputati, condannati il 15 aprile del 2013, dall’allora tribunale di Sanremo, soltanto tre hanno seguito il rito ordinario: i croupier Giuseppe Caruso (3 anni e 2 mesi, in primo grado) ed Emiliano Cappello (3 anni) e il controllore comunale, Giuseppe Ricca (3 anni e 6 mesi); in quanto i croupier Andrea Baracchini (4 anni) e Luigi D’Armi (3 anni e 8 mesi), hanno scelto di patteggiare, mentre Stefano Covatta (3 anni), ha chiesto la messa alla prova.

I fatti

Per quest’ultimi tre la posizione è stata, dunque, stralciata. Nel corso dell’udienza, il giudice ha anche affidato allo studio Tarricone di Torino il compito di trascrivere le intercettazioni telefoniche e il processo è stato aggiornato all’11 marzo del 2019. Le altre tre posizioni, invece, saranno decise il 16 gennaio del prossimo anno. La vicenda risale al gennaio 2011, quando i dipendenti del Casinò vennero arrestati in un blitz della polizia postale. A incastrare gli operatori del gioco le riprese di alcune telecamere.

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