Reddito di cittadinanza

Otto persone sono state denunciate in un’indagine dei carabinieri del Nucleo Ispettorato del lavoro di Imperia, con i militari del comando provinciale, contro i “furbetti” del reddito di cittadinanza. Nei guai sono finiti quattro datori di lavoro e altrettanti lavoratori in nero, che devono rispondere, a vario titolo, della violazione della normativa sul reddito di cittadinanza (dlgs 4/2019), di truffa o tentata truffa in concorso ai danni dello Stato.

Quattro gli episodi smascherati a: Imperia, San Lorenzo al mare, Taggia e Sanremo.

  1. Nel primo caso, è finita nei guai una donna di 60 anni che lavorava in nero nel settore turistico alberghiero, ma aveva già percepito 840 euro come reddito di cittadinanza. Con lei è stato denunciato pure il datore di lavoro, un uomo di 32 anni.
  2. Il secondo episodio riguarda un uomo di 45 anni, che lavorava in nero sempre in campo ricettivo o della ristorazione, con la moglie che aveva già percepito 2.425 euro (in due mesi) come reddito di cittadinanza. Nei guai anche il datore di lavoro: un donna italiana di 62 anni.
  3. Il terzo episodio riguarda una donna magrebina di 27 anni che lavorava in nero, ancora una volta nel settore turistico, mentre il marito anch’egli di origine magrebina, aveva già percepito 1.800 euro dal reddito di cittadinanza. All’autorità giudiziaria è stato segnalato anche datore di lavoro, di 60 anni.
  4. L’ultimo caso, che tocca da vicino il settore dell’edilizia e vede nei guai un altro magrebino, di 40 anni, la cui moglie aveva già percepito 3.537 euro dal reddito di cittadinanza. Con lui è stato denunciato anche un albanese di 40 anni, datore di lavoro.Premesso che il reddito di cittadinanza viene concesso sulla base del nucleo familiare e non della singola persona, negli ultimi tre casi chi percepiva materialmente il reddito non è stato denunciati, perché non è stato possibile provare che fosse a conoscenza del lavoro in nero del coniuge.Leggi QUI le altre notizie