Impiccagione

Un doppio tentativo di impiccagione è stato sventato dalla polizia penitenziaria, nel pomeriggio di ieri, a distanza di poco tempo l’uno dall’altro, in carcere a Sanremo. Il primo caso, quello meno grave, ha visto coinvolto un detenuto dell’est europeo, che aveva già preparato le lenzuola da appendere alle inferriate della camera detentiva, ma gli agenti, che hanno sentito uno strano rumore dello sgabello, sono intervenuti per tempo, evitando il peggio. Più grave il secondo episodio, con protagonista un giovane detenuto magrebino, con problemi di autolesionismo.

Quest’ultimo è stato salvato in extremis, con il cappio al collo e in preda a un principio di soffocamento ed è stato ricoverato in ospedale a Imperia. La dinamica è uguale al primo caso. “Non possiamo sempre affidarci solo al tempismo, alla professionalità e alla fortuna – avverte Fabio Pagani, responsabile regionale ligure della Uilpa Penitenziari -. Stavolta è andata bene, ma occorrono uomini e mezzi. Qui può succedere di tutto ed è necessario riflettere sull’impiego delle risorse umane. A Sanremo l’organico di polizia penitenziaria è carente di circa quaranta unità. Alla fine per garantire i servizi operativi essenziali restano non più di sessanta agenti”.

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