Donna carbonizzata

E’ stato convalidato, stamani, dal gip Anna Bonsignorio del tribunale di Imperia, il fermo di M’hamed Chamekh, 41 anni, marocchino, il presunto autore dell’omicidio di Atika Gharib, 32 anni, l’ex compagna trovata carbonizzata in un casolare abbandonato di località Castello d’Argile, nella campagna Bolognese.

L’uomo, che è stato arrestato, venerdì scorso, dalla polfer, a Ventimiglia, su un treno per Grasse nel sud della Francia, è comparso in giudizio difeso dall’avvocato Carlo Machirelli, di Bologna e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Chamekh è stato successivamente portato in carcere a Sanremo e nei prossimi giorni potrebbe essere trasferito a Bologna.

Dichiara l’avvocato della difesa

“Al momento non sappiamo neppure che la salma recuperata nel casolare appartenga davvero all’ex compagna di Chamekh – afferma il legale della difesa -. Probabilmente, sarà così, ma dovremmo attendere l’esito dell’autopsia per averne conferma. Il fermo, inoltre, come previsto dal codice di procedure penale, dovrà essere convalidato anche dal gip competente, che è quello di Bologna”.

Prosegue il legale

“Mancano ancora molti tasselli e una delle ragioni per cui ho voluto che il mio assistito seguisse la linea del silenzio è che il quadro indiziario, come ci fa capire anche la stessa Procura, è ancora incompleto”. Chamekh aveva già un divieto di allontanamento dall’ex compagno, scattato in seguito alla denuncia per una violenza sessuale nei confronti della figlia di quest’ultima, avuta da una precedente relazione.

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“Dire che stesse scappando in Francia, è improprio – aggiunge Machirelli -. Al massimo possiamo dire che stava tornando in Francia, Paese con il quale aveva un forte legame”. Il legale spiega che Chamekh è ammalato e assume dei farmaci. La sua cattura è avvenuta grazie anche alla cella del telefonino che dava la sua presenza a Ventimiglia.

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