Simulazione di rapina ai danni del Santa Corona di Pietra Ligure per una guardia giurata e due complici tutti e tre arrestati dai carabinieri di Albenga

La guardia giurata disse di essere stata disarmata mentre era in bagno al Santa Corona

Il bottino di 400mila euro non è stato ancora recuperato, ma quella che fino a ieri sembrava una rapina ai danni di una guardia giurata in forza all’agenzia di sorveglianza La Vigile di Imperia, che il 12 agosto scorso denunciò appunto di essere stato rapinato di 400mila euro in realtà era una messinscena. Teatro l’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. Quel giorno Michele Ciocca, guardia giurata de La Vigile in forza alla sede di Savona, con mansioni di portavalori, passò a prelevare come di consueto l’incasso del Cupa (il centro prenotazioni) del Santa Corona di Pietra Ligure. Dopo poco chiamò la sua centrale operativa e il 112 denunciando di essere stato bloccato da due uomini, di cui uno armato, disarmato della pistola mentre faceva i bisogni in un bagno dell’ospedale, quindi costretto a guidare fino al parcheggio del Conad di Loano e costretto ad aprire due delle quattro cassette di sicurezza che stava trasportando.

Poi i rapinatori lo narcotizzarono e si diedero alla fuga.  Non prima di avergli restituito la pistola. Un aspetto questo davvero poco credibile.  Le indagini dei carabinieri di Albenga hanno svelato che i due rapinatori del vigilante savonese Michele Ciocca erano in realtà due suoi amici-complici, rispettivamente di Cengio e Millesimo in Val Bormida. Tutti e tre da venerdì in carcere a Marassi, saranno interrogati domani dal gip di Savona per l’interrogatorio di garanzia.

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Li hanno identificati i militari confrontando le auto in entrata e uscita dal Santa Corona. Dalla targa della Ford Fiesta e dalla fisionomia degli occupanti si è arrivati a loro. Rapinatori decisamente sprovveduti. Sono tutti accusati di furto e simulazione di reato.

Intanto la Vigile, istituti di vigilanza storico del ponente ligure, fondato a Sanremo negli anni ’50 e da decenni con sede principale a Imperia e succursale a Savona, aveva già sottoposto Ciocca a procedimento disciplinare per diverse anomalie nel suo comportamento. Disse che la pistola gli fu sottratta mentre si era recato in bagno per un bisogno impellente. Un altro elemento che ha concentrato i sospetti su di lui il fatto di aver aperto solo le cassette di sicurezza con più denaro, in quanto aveva solo i codici di quelle, ma risulta che avesse chiesto di avere i codici di tutte. Cosa non consentita dai regolamenti interni.