Un imperiese di 33 anni è rimasto vittima di una truffa online, dopo aver risposto all’annuncio per la vendita di una consolle di gioco proposta a un prezzo molto vantaggioso.

Il giovane è stato attratto dalla possibilità di ottenere quanto desiderato a un prezzo competitivo. Ha così contattato telefonicamente l’inserzionista, mostrandosi interessato all’acquisto.

Quest’ultimo, simulando il fatto di avere ricevuto già numerose offerte per l’oggetto in vendita, ha indotto l’acquirente a concludere di fretta l’acquisto, facendosi previamente contattare su un’utenza telefonica cellulare. Il truffatore ha imposto, quale metodo di pagamento, una ricarica su carta prepagata del tipo “postepay”, a dispetto del bonifico bancario che l’acquirente avrebbe invece preferito.

Un metodo di pagamento non certo scelto a caso dato che, una volta ricaricato l’importo, non è previsto un tempo utile idoneo ad annullare il versamento, garanzia invece applicata ai pagamenti effettuati tramite bonifico bancario.

Il presunto venditore quindi, una volta prelevato il denaro che l’acquirente gli aveva versato, si è reso irreperibile, disattivando le utenze telefoniche fornite in fase contrattazione. Resosi conto di essere stato truffato, la vittima si è recata presso gli Uffici della Questura di Imperia per sporgere formale denuncia.

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Dagli accertamenti effettuati dai poliziotti della Questura di Imperia specializzati al contrasto dei reati informatici, è emerso che la carta prepagata utilizzata dal truffatore è intestata a persona diversa, ignara dell’accaduto, attivata tramite il sito on line delle Poste Italiane, probabilmente con un documento contraffatto o rubato. Altresì i numeri di telefono utilizzati dal truffatore risultano tutti essere intestati a soggetti estranei ai fatti, residenti in varie regioni di Italia.

Insomma una realtà complessa è emersa dalle indagini svolte dai poliziotti, che hanno permesso di individuare l’autore di questa truffa che in concorso con altri è già stato segnalato in passato per fatti analoghi, adottando, per cercare di rendersi irrintracciabile – un sistema riconducibile al fenomeno denominato “scatole cinesi”, tramite il quale , sfruttando utenze telefoniche intestate a ignari e talvolta compiacenti cittadini stranieri, mettere in atto eventi delittuosi finalizzati alla truffa. I fittizi intestatari delle utenze telefoniche sono stati subito contattati dagli agenti di polizia e tutti hanno sporto, ognuno presso i competenti Uffici di polizia, formale denuncia per il reato di sostituzione di persona. Il responsabile invece, è stato denunciato alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di truffa come previsto dall’art.640 c.p.