Un ex “portalettere” di un noto gruppo privato che si occupa della consegna di corrispondenza è stato denunciato per truffa e soppressione di corrispondenza

Il dipendente (già licenziatosi) gettava pacchi di lettere invece di consegnarle

L’indagine è partita dopo che i Carabinieri della Stazione di Diano Marina hanno recuperato due sacchi di corrispondenza abbandonata recanti il marchio di un noto vettore privato. Il ritrovamento è avvenuto a seguito della segnalazione di alcuni passanti, che avevano riscontrato la presenza di due grossi sacchi in un canale di raccolta di acque tra le frazioni di Tovo e Tovetto del comune di Villa Faraldi. I militari hanno quindi rinvenuto gli involucri contenenti centinaia di buste inviate dai mittenti più disparati (istituti di credito, assicurazioni, enti fornitrici di energia), ancora sigillate, ed altre ancora raccolte in mazzi tenute insieme da elastici, destinate a residenti a San Bartolomeo e Villa Faraldi.

Il dipendente infedele querelato per truffa e soppressione di corrispondenza

Sono stati avviati accertamenti con le aziende che hanno inviato la corrispondenza e la società incaricata del recapito, anche consultando i sistemi di controllo adottati dagli addetti alla gestione della posta, che traccia ogni singola busta, risalendo così al dipendente – già licenziatosi da alcuni mesi – che ha avuto in consegna, per la successiva distribuzione, quelle abbandonate. Sono in corso ulteriori accertamenti, atteso che il contratto prevede una maggiorazione dello stipendio in relazione alla produttività, misurata in relazione alla quantità di corrispondenza consegnata. La società, scoperto il comportamento del dipendente, ha immediatamente sporto querela ed ora l’uomo dovrà rispondere di truffa e di soppressione di corrispondenza.