Abuso d’ufficio

“Non ho notificato, perché c’erano altri che prendevano quelle decisioni” e “Non vado a interferire con una decisione autonoma presa dal mio comandante”. Così il colonnello dei carabinieri, David Egidi, ex comandante della compagnia di Imperia, oggi, si è giustificato con il procuratore di Imperia, Alberto Lari, alla domanda: “Era consapevole che dal 7 settembre, Cabiddu guidava senza averne titolo?”.

Egidi ha deposto come imputato, davanti al tribunale collegiale, a margine del processo per abuso d’ufficio, in concorso con Gianfranco Cabiddu, ex carabiniere in congedo, nonché marito dell’ex procuratore di Imperia, Giuseppa Geremia. L’inchiesta riguarda il presunto mancato ritiro della patente da parte dei carabinieri di Imperia al marito dell’allora procuratore, in seguito a un’infrazione al codice della strada avvenuta in Sardegna. Secondo l’accusa, i carabinieri avrebbero atteso che Cabiddu sostenesse l’esame per conseguire di nuovo la patente, prima di notificargli l’atto di sospensione della stessa, ma a quel punto avendo già dato l’esame non era più necessario il ritiro della stessa.

Nell’odierna deposizione

Egidi sembra, dunque, aver voluto scaricare sul proprio superiore – l’allora comandante provinciale dei carabinieri, Luciano Zarbano – la mancata tempestiva notifica dell’atto giudiziario al marito dell’allora procuratore. Tra l’altro, Zarbano è stato assolto in Appello – con sentenza divenuta irrevocabile il 2 ottobre scorso – dopo una condanna a un anno in primo grado. Il nodo della questione riguarda la raccomandata recapitata dalla Motorizzazione ai carabinieri di Imperia, tra il 18-19 agosto e il 6 settembre 2014 – Egidi non ricorda, se sia stata recapitata prima o dopo il ritorno dalla propria licenza – la convocazione di Cabiddu, il 7 settembre del 2014 e l’ufficiale notifica avvenuta soltanto un mese dopo, il 9 ottobre.

Davanti al tribunale collegiale Egidi ha confermato la richiesta di Cabiddu di posticipare di qualche giorno la notifica, per dargli tempo di prendere contatti con l’autoscuola, in modo da sveltire le pratiche per riottenere il documento di guida. Quei due o tre giorni, però, sono diventati un mese ed è per questo motivo che il procuratore chiede a Egidi, se fosse consapevole che in tutto quel periodo Cabiddu guidava senza averne titolo. Ma non è tutto.

All’ex comandante della compagnia di Imperia

viene pure contestato il fatto di non aver tempestivamente inserito nei terminali “Sdi” delle forze di polizia la sospensione della patente, rendendola così pubblica alle altre forze dell’ordine, che avrebbero potuto fermarlo, se si fosse messo alla guida. Durante l’udienza si è anche parlato dei rapporti di amicizia tra Egidi e Zarbano e l’ex procuratore con il marito.

Rapporti bipolari

Rapporti che Egidi definisci bipolari, in quanto cordiali sul piano personale, ma aspri su quello lavorativo. Egidi ricorda quel giorno dell’inaugurazione delle Vele d’Epoca – era il mese di settembre – quando l’allora procuratore Geremia lo redarguì, davanti alla moglie, facendo notare che le altre forze di polizia avevano già provveduto all’accreditamento online degli ufficiali di pg, ma i carabinieri erano ancora in ritardo.

“Questa concessione gli fu fatta dal comandante in mia presenza”

ha affermato Egidi, riferendosi al posticipo della notifica dell’atto di sospensione a Cabiddu.  Ma dai due o tre giorni, alla fine passò un mese. Il procuratore chiede anche a Egidi, per quale motivo face passare tutto quel tempo e lui risponde, dicendo che la famiglia della dottoressa Geremia era stata colpita da un lutto tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre e preferiva, per la delicatezza della questione, attendere il loro rientro. Il processo è stato aggiornato al prossimo 31 ottobre per la discussione.

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