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Un sanremese nella top 100 dei manager di successo della rivista statunitense Forbes. Si tratta di Gio Giacobbe, che nel 2017 ha fondato la “Acbc”, azienda innovativa e sostenibile di calzature.

“In un anno e mezzo dalla nascita della start up – afferma – abbiamo aperto in Italia oltre venticinque punti vendita, generando indirettamente cento posti di lavoro. L’anomalia è stata quella di aprire in Italia, quand’ero residente all’estero, a Shangai per la precisione, ed avrei potuto aprire lì, non fosse altro perché il mercato finanziario delle start up gode di incentivi, che non ci sono nel nostro Paese”.

Originario di Sanremo

Giacobbe vive fuori città da quando ha 18 anni. “Ho avuto la fortuna di essere direttore generale in Italia di Tommy Hilfiger, dall’età di 24 anni. Successivamente sono stato direttore generale di Trussardi e Peuterey per l’Asia. Ho vissuto due anni a Berlino e cinque a Shangai. Sono stato anche direttore generale di Tribù  digitale, azienda italiana che si occupa di media e advertising”.

Oggi vive a Milano

anche se spesso si sposta in Italia e all’estero. “Il mio sogno è creare un gruppo italiano che possa competere con gruppi internazionali nel settore delle tre F: Food, Forniture and Fashion. Bisogna, dunque, mettere al tavolo imprenditori molto più grandi di me e creare alleanze”. Secondo Giacobbe, pur non essendo un’impresa facile, è necessario aggregarsi.

“Lo dimostra il fatto che a Shangai, per portare un esempio, è pieno di centri commerciali di lusso, ognuno dei quali offre degli spazi. Se vado io con Trussardi o Peuterey, ne gestisco uno; se va il gruppo francese Lvmh, ne può gestire dai quindici ai trentaquattro. E’ una forza contrattuale diversa”. Nel parlare di Sanremo, il giudizio di Giacobbe è piuttosto critico. “Noto una città in decadenza, dal punto di vista dell’appeal, dei servizi e dovremo interrogarci sul perché”.

La colpa, tuttavia, non dev’essere come sempre attribuita soltanto alla parte politica: “La colpa di tutti: dagli imprenditori ai cittadini. Non siamo capaci di attirare turismo ad un determinato livello. Non è possibile che a Sanremo non possano utilizzare nelle spiagge: bancomat o carte di credito. Dobbiamo permettere al turista straniero, ad esempio al russo, di muoversi più comodamente. Così non diventeremo mai una città internazionale”.

Secondo Giacobbe

The Mall, se sfruttato bene, potrebbe rivelarsi un ottimo investimento, capace di attrarre ogni anno quattro milioni di persone, un dieci per cento delle quali potrebbe vivere anche la città, nel suo insieme: “Ma dobbiamo permettere al cliente di The Mall, di trascorrere una giornata a Sanremo”. Il casinò? “A mio parere dovrebbe essere convertito in società di entertainment, offrendo qualcosa in più rispetto al gioco”.

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Gio Giacobbe, a destra nella foto di copertina