Sciopero Nazionale Impianti stradali e Autostradali il 6 – 7 novembre 2019. Ecco tutte le stazioni autostradali di turno in Liguria

Stazioni stradali e autostradali chiuse dalle 6 di mercoledì alle 6 di venerdì 8 ottobre

La Regione Liguria ha reso noto che in occasione dello sciopero nazionale dei gestori delle stazioni di servizio autostradali indetto dalle ore 06.00 di mercoledì 6 novembre 2019 alle ore 06.00 di venerdì 8 novembre 2019, il turno da applicare è quello previsto dalle lettera A) della citata D.G.R., che di seguito si riporta:

“La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome – sottolinea una nota della Prefettura di Imperia – ha approvato un documento recante “disciplina unitaria delle Regioni per le turnazioni degli impianti autostradali in caso di sciopero”, successivamente recepito con D.G.R. n. 408 del 24 aprile 2011”.

Impianti ricadenti nel turno A) e che quindi saranno regolarmente aperti

Si comunica che due degli impianti presenti nella sopra riportata tabella risultano chiusi: Ceriale nord e San Cristoforo sud.

Lo sciopero indetto a livello nazionale riguarderà non solo le stazioni autostradali, ma anche quelle delle stradali.

La protesta riguarda soprattutto fatturazione elettronica, Registratori di cassa Telematici (anche per fatturati minimi), l’introduzione di Documenti di Trasporto (Das) e altri adempimenti fiscali.

Leggi anche:  Tre militari della Marina ligure tra i feriti in Iraq

“C’è da chiedersi – dice Gianni Nettis, presidente di Faib, la federazione dei benzinai aderente a Confesercenti – se il governo, addossandoci tutti questi nuovi adempimenti, voglia trasformarci in contabili o in finanzieri, visto che di tali adempimenti rispondiamo anche dal punto di vista penale. Abbiamo calcolato che, per seguire tutte queste novità, un benzinaio impieghi quasi due ore di lavoro in più al giorno. E magari il suo sforzo servisse a combattere l’illegalità del settore: non è così e il governo lo sa benissimo, visto che le stesse informazioni che ci chiede non sono altro che duplicazioni reperibili nella filiera della distribuzione carburanti.

“L’unica cosa che non aumenta sono i nostri margini, fermi da anni a 3/5 centesimi al litro a seconda delle modalità di servizio e a fronte di un erogato medio per impianto che diminuisce ormai da un decennio. Senza contare, infine, che una parte significativa dei colleghi aspetta da tempo il rinnovo degli accordi economici con le compagnie petrolifere: verso le quali, evidentemente, l’atteggiamento del governo è alquanto più morbido, rispetto a quello che ha verso di noi.