Apprendiamo con stupore la notizia apparsa a mezzo stampa dello spostamento di una fontana davanti ai giardini di Ventimiglia. Ancora con più stupore siamo colpiti dalle motivazioni: alcuni clochard e migranti sono stati visti lavarsi in diverse fontane della città. Sacrilegio.
Ancora una volta l’acqua riempie le cronache della nostra Provincia; e lo fa non per i problemi inerenti le società pubbliche , o semi-pubbliche, peraltro alcune in concordato preventivo; non per le rotture ed i conseguenti sprechi; non per gli aumenti di tariffa a cui inesorabilmente andremo incontro; o per l’isolamento idrico che rischiano i nostri comuni, in particolare nel dianese; nemmeno per la dispersione idrica, dovuta all’inefficienza e la vecchiaia degli impianti, che per alcune condotte è ben al di sopra delle medie nazionali. Eppure tutte queste situazioni sarebbero in mano al decisore pubblico, che avrebbe il dovere di occuparsene.
E il Sindaco di Ventimiglia ritiene di intervenire sì sugli sprechi dell’acqua, ma non su quelli summenzionati: sugli “sprechi” operati dai migranti e lo fa chiudendo e spostando una fontana : sia mai che la sera qualche ragazzo di colore possa sciacquarsi, lavarsi o bere.
Speriamo che quanto letto sulle altre fontane, in chiusura dell’articolo, non corrisponda a verità e che tutte le fontane in giro per Ventimiglia continuino a funzionare, compresa quelle di Latte: rendere inaccessibile anche solo una fonte di acqua ad agosto(!) è un atto che non può passare sotto silenzio. Al di la di qualsivoglia posizione politica non è così che si affronta il tema dei migranti, non è così che si portano soluzioni e decoro alla città. Pertanto chiediamo al Sig.Sindaco di ripristinare la fontana chiusa.
L’acqua è un bene essenziale, nessuna posizione politica giustifica la chiusura o la riduzione dell’accesso ad essa.
La Cgil chiede a chiunque abbia una responsabilità pubblica o politica sul territorio di non cedere a facili demagogie o a facili soluzioni , e ancora di più chiediamo a tutti di Restare Umani.