Sicurezza

E’ stato riaperto oggi, dopo circa dieci mesi di chiusura, quest’ultima dovuta al blocco del turn over, il posto di polizia dell’ospedale di Imperia. Motivo: aumentare il livello di sicurezza nella struttura. Nell’ultimo anno e mezzo, infatti, sono state circa duecento le denunce presentate da sanitari, degenti e visitatori dell’ospedale; sedici le persone denunciate e cinque quelle segnalate per reati che coinvolgono la struttura sanitaria. Nel mirino, soprattutto le aggressioni ai danni del personale.

“E’ un’iniziativa che conferma la valenza strategica del posto fisso di polizia in una struttura delicata e sensibile come può essere l’ospedale, una comunità nella comunità – ha affermato stamani il questore di Imperia, Cesare Capocasa, nel corso di una conferenza stampa in ospedale -. L’obiettivo è di dare risposte efficaci ed efficienti in un contesto particolare sia a livello preventivo che repressivo”. Presente anche l’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale: “Grazie a questo servizio – ha dichiarato – cura e sicurezza vanno di pari passo, assicurando una corretta e favorevole fruizione dei servizi”. L’ufficio resterà aperto tutti i giorni, dalle 8 alle 14, con rientro pomeridiano a seconda delle necessità.

Particolari

Il Posto Fisso di Polizia presso l’Ospedale Civile di Imperia costituisce, sin dalla sua istituzione, l’unico punto di riferimento per il personale sanitario e per l’utenza stessa della struttura, un presidio a disposizione per ogni questione e per ogni problematica attinente alla sicurezza di tutti gli operatori, medici, infermieri, tecnici ed addetti alle varie mansioni, nonché dei degenti e dei loro familiari.

Si tratta, per quanto concerne la struttura del capoluogo, di una presenza che risale alla fine degli anni ’60 allorquando, per corrispondere alle mutate esigenze della cittadinanza, fu inaugurato il nuovo ospedale e, contestualmente, aperto l’Ufficio di Polizia al suo interno.

Il Questore di Imperia, dott. Cesare Capocasa, Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza e responsabile a livello tecnico operativo dei servizi e delle attività ad essa correlati, ha ritenuto lo scorso anno di riaprire, pur con difficoltà oggettive e rilevanti, l’efficace presidio di Polizia, temporaneamente chiuso per mancanza di risorse anche in considerazione dell’emergenza emigranti e perpetuare il rapporto consolidato con la Dirigenza dell’Azienda Sanitaria, nella persona del Direttore Generale dott. Marco Damonte Prioli, implementando taluni aspetti di natura tecnica che hanno consentito la piena operatività dell’Ufficio ove, è bene ribadirlo, possono essere presentate denunce e querele in ordine a fatti o reati perpetrati o collegati all’ambito ospedaliero, evitando in tal modo ulteriori disagi a chi si trova in condizioni di salute precarie.

La sua funzione primaria

è quella di garantire, in piena sinergia con i responsabili della struttura e, ove il caso, con l’ausilio di operatori del pronto intervento della Volante e della Squadra Mobile per i casi di specifico interesse, che le quotidiane attività al suo interno si svolgano in condizioni di tranquillità sotto il profilo della sicurezza e ciò con particolare riferimento al Pronto Soccorso ed ai reparti sensibili. Si tratta, senza dubbio, di un qualificato sensore all’interno di una struttura, come l’Ospedale Civile di Imperia, così strategica e delicata nel contesto sociale della Provincia.

Innumerevoli sono gli interventi portati a termine con discrezione e riservatezza laddove sofferenza, emarginazione e solitudine hanno spesso condotto all’esasperazione e, con essa, a porre in essere comportamenti riprovevoli o censurabili, così come sono state intraprese con decisione e risolutezza iniziative più incisive sotto il profilo della tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica: si pensi ai provvedimenti di foglio di via obbligatorio e divieto di ritorno nei confronti di pregiudicati sorpresi all’interno dell’ospedale in situazioni sospette o alle denunce per reati consumati in corsia.

Inoltre, la nuova disciplina relativa alle violenze ed agli abusi sulle donne, il cosiddetto “Codice Rosso”, rende ancor più rilevante la presenza del presidio di Polizia, atteso che non solo reati palesemente riconducibili al suddetto fenomeno devono immediatamente formare oggetto di informativa all’Autorità Giudiziaria, ma anche i cosiddetti reati spia di violenze e maltrattamenti devono essere attentamente vagliati.

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Un operatore qualificato incardinato nella Divisione Anticrimine della Questura, garantisce l’operatività dell’Ufficio nei suoi molteplici aspetti, in particolare quell’ “Esserci Sempre “ che rappresenta lo spirito della missione della Polizia di Stato al servizio dei cittadini, soprattutto le fasce più deboli e sofferenti, convinti che l’Autorità si esercita “ servendo”.

Per quanto riguarda il dato numerico, le denunce presentate (da sanitari, degenti, visitatori) fino alla data odierna ( circa un anno e mezzo) sono state circa 200.

Afferma il Questore di Imperia, Cesare Capocasa

“E’ un’iniziativa che conferma la valenza strategica del posto fisso di polizia in una struttura delicata e sensibile come può essere l’ospedale, una comunità nella comunità. L’obiettivo è di dare risposte efficaci ed efficienti in un contesto particolare sia a livello preventivo che repressivo. Interventi che chiameremo di sicurezza urbana e che riguardano la vivibilità di un territorio, per garantire tranquillità e serenità nella struttura che consenta al personale che vi lavora di svolgere serenamente il proprio servizio all’utenza di poter fruire di questi servizi. Negli ultimi anni, il blocco del turn over ci ha potato a perdere, a livello nazionale, a una perdita di molti uomini e ci ha portato a rivalutare assegnazione nei vari uffici con gestione risorse umane che va rivisitata, molti posti di polizia sono stati chiusi”. Molte sono state le aggressioni registrate negli ultimi mesi al personale sanitario: “Comportamenti irrispettosi – ha affermato Capocasa – che vanno subito gestiti”. Chi, invece, non ha un tetto, pensiamo ai clochard, dovrà essere preso in carico dal Comune, ma non potrà più dormire in ospedale: “Chi non ha un tetto non può essere ospitato in ospedale”, ha aggiunto il questore.

In base agli episodi

segnalati (come, ad esempio, nel caso di denunce di danneggiamento , furto o spaccio di stupefacenti all’interno o nelle adiacenze della struttura sanitaria), il dipendente del Posto di Polizia procede ad attività di polizia giudiziaria, con l’ausilio di personale dell’Ufficio Anticrimine o della Squadra Mobile.

Nel periodo in considerazione sono stati allontananti con foglio di via obbligatorio 6 soggetti, che bivaccavano all’interno della struttura ospedaliera, creando allarme, disagi e criticità anche da un punto di vista sanitario.

In diverse circostanze

il personale sanitario che opera nei vari reparti del nosocomio, ed in particolare presso il Pronto Soccorso, richiede l’intervento dell’operatore di polizia per contenere situazioni di difficoltà causate da persone che danno in escandescenza, mettendo a repentaglio la sicurezza degli stessi sanitari, degli avventori e delle strutture.

“Un sentito ringraziamento al Questore di Imperia dr.Cesare Capocasa – ha dichiarato la Vicepresidente e Assessore alla Sanità Sonia Viale – che ha voluto fortemente la riattivazione del presidio di Polizia all’interno dell’ospedale di Imperia, ed ai suoi collaboratori che con professionalità e sensibilità sono quotidianamente impegnati nell’attività di vigilanza e controllo, garantendo la sicurezza ai cittadini e agli operatori nello svolgimento della propria attività. Grazie a questo servizio cura e sicurezza vanno di pari passo, assicurando una corretta e favorevole fruizione dei servizi”.

“Mi unisco all’Assessore Sonia Viale nel rinnovare i ringraziamenti al Questore e alla sua squadra. – comunica il Direttore Generale Marco Damonte Prioli – Sin dal suo primo insediamento, il dr. Capocasa ha mostrato interesse e volontà nell’intraprendere iniziative di sostegno e di collaborazione con questa amministrazione. Ricordo inoltre la sensibilità dimostrata in occasione delle festività, nell’essere presenti ogni anno con doni e sorprese per i piccoli pazienti ricoverati”.

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