Rivieracqua

Rivieracqua, il gestore unico del ciclo integrato delle acque in provincia di Imperia, potrebbe essere costretto a tagliare di circa il cinquanta per cento il numero di creditori da saldare, come unica soluzione per chiudere la propria posizione debitoria. E’ quanto ha annunciato, stamani, il presidente del cda di Rivieracqua, Gian Alberto Mangiante, nel corso della assemblea dei soci, che si è svolta in Comune, a Sanremo, successivamente alla conferenza dei sindaci dell’Ato idrico.

La previsione

è contenuta nella bozza del piano concordatario che dovrà essere presentato in tribunale, assieme al piano industriale, entro febbraio 2019. Entrambi i documenti sono stati illustrati, oggi, ai sindaci. Il taglio dei creditori è dovuto ai 26 milioni di euro circa che Rivieracqua sarà tenuta a pagare, come indennizzo, ai gestori “cessati”: Amat, Aiga e “2i Rete Gas” (tutti con partner privato), per l’acquisizione degli impianti.

Problema che non si pone, invece, per l’Amat di Sanremo e la Secom di Taggia, che confluiranno direttamente nel nuovo asset societario. Rivieracqua, infatti, dovrebbe passare a breve da “scpa” a “spa”.

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Dichiara Mangiante

“Abbiamo dovuto rivedere le aspettative del piano – ha affermato Mangiante – al punto che dovremo tagliare il numero di creditori. Proporremo, infatti, un concordato che non potrà saldare il centro per cento di quest’ultimi. Dobbiamo agire in questa maniera se vogliamo arrivare al più presto a una tariffazione unica”. All’incontro odierno era presente pure la società di revisione “Kpmg”, l’advisor finanziario che assiste Rivieracqua nella redazione del piano.

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