Diverse le personalità del mondo civile e anche della chiesa, che sono intervenute durante questa giornata inaugurale della marcia della solidarietà.

Di seguito i vari interventi

Alla partenza era presente anche il vescovo diocesano, Antonio Suetta: “Il mio è un messaggio di incoraggiamento, di grande fiducia e di speranza”. Mi auguro che questa iniziativa, come tante altre messe in campo da persone sensibili e di buona volontà, concorra a richiamare l’attenzione su questo fenomeno, non solo legato alle diverse emergenze che si creano qua e là, ma che ha una portata più grande, soprattutto di umanità; e mi riferisco soprattutto all’accoglienza di coloro che arrivano sui nostri territori; ma anche di portata internazionale e di impegno verso i Paesi da dove queste persone partono, perchè le situazioni gravi sono le ingiustizie e la povertà che costringe queste persone a partire. La riflessione deve essere davvero ampia”.

Da parte francese, al fianco di Suetta c’era anche il vescovo emerito francese, Jacques Jaillot: “Sono un vescovo francese, che abita a Parigi – ha affermato -. Sono sempre stato vicino agli immigrati, per la loro accoglienza, la loro difesa e sono stato invitato al debutto di questa marcia. Sono qui per esprimere solidarietà ai migranti”. Il messaggio che Jaillot lancia al proprio Paese, la Francia, che da anni ormai contrasta l’ingresso dei migranti: “Dobbiamo accoglierli e dare loro un aiuto dignitoso. La legge che abbiamo (riferito alla Francia, ndr) è repressiva. I rifugiati sono esseri umani che hanno il coraggio di partire dai loro Paesi, dalla miserie e noi dobbiamo accoglierli”.

Presente anche il responsabile della Caritas Intemelia, Maurizio Marmo: “Credo che sia una manifestazione importante, organizzata da associazioni e movimenti francesi, che cercano di sensibilizzare sul tema della mobilità delle persone e sul diritto dei migranti a viaggiare. Questa iniziativa, che parte da Ventimiglia per arrivare a Calais, sottolinea la situazione di due frontiere, in cui si stanno vivendo problemi forti legati al blocco di queste persone”. Sui passaggi alla frontiera italo francese di Ventimiglia, Marmo afferma: “C’è stata una riduzione dei passaggi che era già avvenuta nei giorni precedenti (allo sgombero del greto del fiume Roja, ndr). Ora siamo sulle 40-50 persone che quotidianamente si recano da noi per ricevere assistenza. Altri invece si sono sparpagliati: chi è andato a Parco Roja e chi resta fuori”. Sul fatto che non tutti vanno al Parco Roja: “Da una parte ci sono persone che cambiano e dall’altra c’è chi, comunque, ha timore di dover lasciare le impronte, perché spera di avere più chance per chiedere asilo in un altro Paese europeo”.

All’appuntamento non poteva mancare don Rito Alvarez, parroco di Sant’Antonio, la chiesa del quartiere delle Gianchette, a Ventimiglia, che negli ultimi anni è diventato l’emblema di questa emergenza umanitaria. “Oggi inizia una marcia che parte da Ventimiglia e va verso Calais. Il gruppo che parte oggi attraverserà il confine a piedi. Quello di oggi vuole anche essere un messaggio di pace. Noi che abbiamo in tasca un documento e il co,ore della pelle diverso, possiamo tranquillamente passare il confine e invece altre persone non hanno gli stessi diritti. Il messaggio che voglio dare è di restare sempre umani, mettersi in gioco e andare incontro alle necessità dei più bisognosi”. Don Rito è in procinto di lasciare le Gianchette per trasferirsi di qualche parrocchia più in là: San Biagio. “Monsignor vescovo ha ritenuto che potessi prestare servizio altrove e andrò là a condividere con questa comunità ciò che devo come sacerdote. Il bilancio di questi anni è stato buono, perchè quello delle Gianchette è stato un territorio che ha saputo muoversi dal punto di vista umano. Abbiamo, inoltre, trovato tantissime persone che hanno voluto accompagnarci in questo cammino. persone che venivano da situazioni difficili o disperate, che hanno trovato in questo territorio una speranza di vita nuova”. Don Rito ha, quindi, confermato che l’artista Michelangelo Pistoletto, dovrebbe portare in esposizione proprio alle Gianchette l’opera battezzata “Venere degli stracci”, già esposta al Louvre di Parigi e a New York: “Portata qui a Roverino, sembra un po’ impensabile – ha commentato don Rito – ma si riesce a fare anche questo”. La mostra è attesa per la metà del mese di maggio.

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José Bové deputato e attivista francese: “Se le leggi non vanno bene, bisogna cambiarle – afferma – anche se non cfedo che oggi riusciremo a cambiare qualcosa. Sì che perseguiamo la gente che si arricchisce sulla schiena dei rifigiati, ma bisogna rompere ogni logica della violenza”. Il riferimento è agli attivisti “in prigione per solidarietà”.

“Emmanuel Macron è venuto una decina di giorni fa al Parlamento Europeo ed ha lanciato un appello alla solidarietà tra europei. Ma come fa Macron a lanciare un simile appello, dopo che respinge (sottinteso i migranti, ndr) sistematicamente verso l’Italia, quest’ultimo il Paese più colpito dai flussi migratori”. A dichiararlo, a Ventimiglia, è l’europarlamentare Marie Christine Vergiat (Gauche européenne), presente al debutto della Marcia di Solidarietà Ventimiglia-Calais. “Contrariamente agli altri Paesi dell’Unione europea che hanno chiesto di ristabilire le frontiere in ragione del movimento migratorio, non si è avuto alcun massiccio movimento migratorio verso la Francia – ha aggiunto -. E’ un’eresia”. In relazione a quanto sostenuto dal ministro dell’Interno francese, che ha parlato di “regione sommersa” (dai migranti), Vergiat ha aggiunto: “Mi chiedo come il ministro dell’Interno possa avere utilizzato questa triste parola per descrivere la situazione”. Ed ha aggiunto: “Nello spazio Schengen non ci dovrebbero essere controlli sistemaci alla frontiera. Il respingimento automatico è illegale ed è vietato anche dal diritto europeo. A tutte le persone, prima di essere rispedite in un altro Paese, dobbiamo verificare l’identità e permettere loro di domandare asilo. E soprattutto dobbiamo accogliere i minori, che devono essere protetti e non messi su una strada”. Riguarda al comportamento della Francia verso i minori stranieri, l’europarlamentare ha utilizzato il verbo “deminorizzare”: “Le autorità francesi solitamente deminorizzano i minori, vogliono rifiutare la loro presa in carico”.