Il resoconto della terza serata del Festival di Sanremo: i cantanti in gara, gli ospiti e tutto ciò che è successo sul palco dell’Ariston.

La terza serata del Festival di Sanremo: resoconto, ospiti e classifica provvisoria

Visto che non è stato sufficiente che Macron abbia richiamato l’ambasciatore da Roma, Baglioni tenta la crisi diplomatica con il Regno Unito: ballerini con il kilt per il revival di “W l’Inghilterra”, il direttore artistico che si lancia in uno stacchetto. “Ma perché non sono nato là?”. In molti se lo domandano, mentre nuove prospettive si aprono sulle vere motivazioni della Brexit.

“Anche questa sera siamo vivi, siamo qui” è il lieto benvenuto al pubblico. Sopravvivere a Sanremo, nuovo sport estremo.

Mahmood e Nigiotti

Inaugura la serata Mahmood, vincitore di Sanremo Giovani, con il brano “Soldi”, il cui ritornello corre il rischio di rimanere drammaticamente in testa. Lo segue Enrico Nigiotti con Nonno Hollywood. Nostalgia canaglia.

Primo ospite Venditti

Emozioni per “Sotto il segno dei pesci” di Antonello Venditti che sul palco dell’Ariston festeggia 40 anni di carriera con un’abbronzatura degna di Carlo Conti. “Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra” ed è subito lacrimuccia, anche se ormai gli esami sono solo più quelli della prostata. Ripetuti tentativi di boicottaggio da parte di Baglioni, ma la magia rimane intatta.

Tatangelo e Ultimo

Per la settima volta sul palco dell’Ariston, torna Anna Tatangelo. Forse non si aspettava di dover cantare, perché si presenta sul palco con i capelli bagnati. Il pubblico si esalta per l’arrivo di Ultimo: “se solamente dio inventasse nuove parole, potrei scrivere nuove canzoni”. Miracolo al momento però non pervenuto: ci sciroppiamo sempre le stesse.

L’omaggio a Sergio Endrigo

Tocca anche al povero Sergio Endrigo l’omaggio dal palco dell’Ariston. “Ci vuole un fiore” diventa il lancio di un astruso messaggio contro la violenza in un duetto Bisio-Raffaele che gioca a dimenticarsi le parole della canzone. Fiore diventa fiordo, fluoro, filtro tanto che alla fine nessuno riesce più a districarsi e a capire dove finisca la gag e dove inizi la super cazzola.

Francesco Renga e Irama

Francesco Renga scatena gli ormoni del pubblico. “Sei bellissimo” si sente prima che inizi la canzone. Lo segue Irama, con una canzone dedicata a una bambina con il pacemaker e con il padre che abusa di lei. Una leggerezza che non si vedeva dai tempi di Heidi e Remì.

Alessandra Amoroso

Dieci anni di carriera per Alessandra Amoroso che sul palco confessa a Baglioni: “sei stata la prima persona a credere in me”. Possibile anche l’ultima. Standing ovation su “Io che non vivo (senza te)”, cantata con il padrone di casa che non cede un minimo di intimità sul palco a nessuno dei suoi ospiti.

Ornella Vanoni

“Mi hai rovinato la vita” urla contro la Raffaele, facendo riferimento a una delle sue storiche imitazioni. “Mi hai fatto passare per una rimbambita”. “Sono venuta qui gratis” rassicura il pubblico. E ci mancherebbe.

Patty Pravo e Briga, Cristicchi

Patty Pravo, body in pizzo che si intravede sotto la giacca, si presenta accompagnata da Briga e introdotta dalla Vanoni. Segue Cristicchi che a quel punto non può che implorare “Abbi cura di me”. Dopo sei anni di fatica la canzone gli vale però una standing ovation che lo commuove. Il testo è un brivido.

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Ed ecco i Boomdabash, nome tanto difficile da pronunciare quanto da scrivere senza refusi. “Di migliore di te, nemmeno vincere un milione. Ti aspetto come i bimbi aspettano il Natale, come il caffè a letto a colazione, come il goal che sblocca la partita…” Continua ad libitum con una serie di accostamenti originali come le battute di Baglioni.

Raf e Tozzi

A volte ritornano: sul palco dell’Ariston si rivive l’emozione di Gente di Mare, Gloria, Si può dare di più. Folla impazzita, anche se con i cantanti in gara qualsiasi ospite sarebbe visto come una salvezza. Lo scopo di scacciare per qualche minuto la letargia imperante riesce perfettamente.

Motta e Zen Circus

No, non c’entra niente con i panettoni. Canta “Dov’è l’Italia amore mio?” dopo il balletto di W l’Inghilterra di Baglioni. Da riascoltare per apprezzare, i Zen Circus arrivano con “L’amore è una dittatura” con la quale, hanno dichiarato, sperano di arrivare ultimi. Dispiace deluderli ma per quella posizione in classifica c’è già una fitta folla di candidati. Si mettano in coda.

Nino D’Angelo e Livio Cori

Doverosi i sottotitoli, si spiega così la canzone di Motta. Scherzi a parte, è sempre un rischio cantare in dialetto a Sanremo: questo brano non fa eccezione.

Alle 23:53 finiscono le esibizioni e giunge il tanto agognato riepilogo. Una domanda glaciale però sorge spontanea. Che cosa facciamo ancora per un’ora?

Fabio Rovazzi

La risposta arriva drammatica. Rovazzi vestito da cameriere che canta all’Ariston “Andiamo a comandare”. “Penso di aver toccato il momento più basso della mia carriera” ammette il direttore d’orchestra, che se ne va. Prima di capire che è uno scherzo ci vuole un attimo: è la gag più verosimile fino ad adesso, seconda sola a Fausto Leali che irrompe sul palco urlando “questo Festival è truccato, lo vince Fausto Leali”.

Serena Rossi omaggia Mia Martini

“Almeno tu nell’universo” è un brivido, amen se è una marchetta per la prossima fiction Rai. Serena Rossi straordinaria, si emoziona quando spiega: “è stato un atto d’amore per un’artista straordinaria. Mimì, questo film è per te”.

Ci si addormenta un attimo e Baglioni ne approfitta subito per riproporre questo piccolo grande amore per la decima volta. Ci arrendiamo.

La classifica provvisoria

Ordine causale della classifica provvisoria.

Area blu

  • Simone Cristicchi
  • Mahmood
  • Irama
  • Ultimo

Area gialla

  • Enrico Nigiotti
  • Motta
  • Zen Circus
  • Francesco Renga

Zona rossa

  • Anna Tantagelo
  • Nino D’Angelo e Livio Cori
  • Boombadash
  • Patty Pravo e Briga

Tra i commenti raccolti in rete, conquista la medaglia d’oro questa sera il meme di Poro Mandrake con cui i auguriamo buona notte, alla bellezza dell’una passata.

LEGGI QUI il resoconto della seconda serata