Il resoconto della quarta serata del Festival di Sanremo: i cantanti in gara, gli ospiti e tutto ciò che è successo sul palco dell’Ariston.

La quarta serata del Festival di Sanremo

La quarta serata del Festival di Sanremo si apre con un inizio inedito: Baglioni che canta Baglioni. Prima o poi sarà costretto a scrivere qualche nuova canzone perché il repertorio è ormai agli sgoccioli. Circo, pifferai e domatori di leone per “Acqua dalla luna”.  “Accorrete pubblico”. Qualcuno si era già dato alla fuga. “Con poche parole e gesti abbiamo voluto raccontarvi il nostro mestiere che è quello di regalare alla gente incanti” spiega Baglioni. “Questa sera vedremo il maggior numero di artisti che si siano mai esibiti su questo palco: 24 cantanti più i loro accompagnatori, per un totale di 56 artisti”. Che daranno direttamente la linea a Unomattina.

I duetti

Ogni cantante ha potuto scegliere un ospite che lo accompagnasse sul palco:

  • Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena
  • Motta con Nade
  • Irama con Noemi
  • Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo
  • Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci
  • Il Volo con Alessandro Quarta
  • Arisa con Tony Hadley e i Kataklò
  • Mahmood con Gue Pequeno
  • Ghemon con Diodato e Calibro 35
  • Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato
  • Ultimo con Fabrizio Moro
  • Nek con Neri Marcorè
  • Boombadash con Rocco Hunt e i Musici Cantori di Milano
  • The Zen Circus con Brunori Sas
  • Paola Turci con Beppe Fiorello
  • Anna Tatangelo con Syria
  • Ex-Otago con Jack Savoretti
  • Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni
  • Loredana Bertè con Irene Grandi
  • Daniele Silvestri con Manuel Agnelli
  • Einar con Biondo e Sergio Sylvestre
  • Simone Cristicchi con Ermal Meta
  • Nino D’Angelo e Livio Cori con Sottotono
  • Achille Lauro con Morgan
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Ligabue

Le luci d’America è la canzone con cui Ligabue accende l’Ariston. No, purtroppo non c’è il codice per votarlo da casa, ma è comunque un’emozione gigantesca, il suo secondo Sanremo in 30 anni. Peccato che per una volta in quattro serate in cui un ospite resta per più di due minuti gli facciano fare tutt’altro: Ligabue sale e scende le scale, suona una finta chitarra gigante, si veste da re ed entra seduto su un trono.

Doveroso il tributo a Guccini. “Una canzone profetica” dice Baglioni, introducendo il saluto al cantautore modenese, mai omaggiato dal palco di Sanremo. Da brano rivoluzionario a messa cantata è un attimo con l’attacco iniziale di Baglioni, che svela finalmente così il perché si faccia chiamare dirottatore artistico. Che debba cantare Questo piccolo grande amore o Smells Like Teen Spirits nulla cambia.

Il miglior duetto a Motta e Nada

Chiamata all’arduo compito, la giura d’onore assegna il premio al miglior duetto. Ne fanno parte Mauro Pagani, Elena Sofia Ricci, Claudia Pandolfi, Joe Bastianich, Ferzan Ozpetek, Camila Raznovich, Beppe Severgnini, Serena Dandini. Il regolamento diventa di sera in sera sempre più macchinoso: per questa premio il pubblico a casa incide del 50%, la giuria della sala stampa il 30%, la giuria d’onore il 20%. Mancava solo Borghese che con il suo voto poteva confermare o ribaltare il risultare.

Tra i commenti della serata, il tweet di Anna Mallano: “Calano gli ascolti, ma è colpa del Sanremo precedente” (anche se per Baglioni non è la migliore delle scuse).