La fotografia è della Nasa, rappresenta la Terra (la stellina indicata dalla freccia) vista dal pianeta Saturno, maestoso con i suoi celebri anelli. L’immagine è frutto in realtà di diverse fotografie scattate dalla sonda che porta il nome dell’astronomo di Perinaldo Giandomenico Cassini, lanciata da Cape Canaveral nel 1997 e che per vent’anni ha inviato fotografie e dati dallo spazio. Questa che pubblichiamo è stata vista da Paolo Aresi, giornalista e scrittore di fantascienza (ma non solo) e collaboratore del nostro gruppo editoriale. Aresi l’ha postata in Facebook nel pomeriggio di mercoledì 8 agosto: in meno di quarantotto ore ha collezionato oltre duemila “like” e più di undicimila condivisioni, che vanno avanti al ritmo ormai di duecento condivisioni all’ora.

Piovono anche i commenti, circa trecento per adesso. Ci sono i “complottisti”, ma sono una minoranza esigua. La stragrande maggioranza sottolinea l’incanto, la meraviglia di quella immagine e, al tempo stesso, è stupita dalla dimensione cosmica della Terra: un puntino. E in quel puntino ci siamo tutti noi, come ha scritto Paolo Aresi, le nostre città, i nostri boschi, i nostri occhi. I nostri piccoli cuori. Aresi da quarant’anni scrive di fantascienza, di “narrativa cosmica”: il suo ultimo romanzo Korolev, la luce di Eris è uscito nel marzo scorso; una storia ambientata ai confini estremi del Sistema Solare, il cui protagonista è un personaggio storico, quel Sergej Korolev che progettò i grandi razzi dell’Unione Sovietica che portarono nello spazio Yuri Gagarin, lo Sputnik, le prime sonde verso Marte.

Dice Aresi: «Francamente, non me lo aspettavo proprio. In genere quando un mio post in Facebook “funziona” arriva a cento, centocinquanta “like” con venti, trenta condivisioni. Invece questa fotografia è partita pian piano, mi fa venire in mente il lancio di un razzo, all’inizio si solleva con una lentezza mastodontica, ma poi raggiunge la Luna. Nel giro di un paio di ore il post ha cominciato a collezionare tante condivisioni fino a diventare un fenomeno come si dice “virale”» . Una grande sorpresa, dice Paolo. Il ritmo delle condivisioni è cresciuto per tutta la giornata e continua a salire. Commenta ancora Aresi: «Vedere quante persone sono affascinate da quella immagine mi dà un senso di gioia. Perché mi fa pensare che tante persone riescono a guardare oltre la punta del proprio naso, sanno meravigliarsi, sanno guardare l’universo, provano meraviglia e stupore. Altro che le nostre beghe, le piccolezze di ogni giorno, la politica ridotta a slogan da bar. C’è chi alza gli occhi, chi si commuove davanti all’immagine del cosmo, di due pianeti, uno meraviglioso come Saturno, l’altro piccolino come una stellina» .

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La sonda Cassini costruta dalla Nasa con l’Asi e l’Esa

La sonda Cassini venne costruita dalla Nasa con la partecipazione dell’Asi, Agenzia spaziale italiana, e dell’Esa, Agenzia spaziale europea. Ha fotografato dettagli di Saturno e dei suoi anelli, dei suoi satelliti, alcuni dei quali addirittura candidati a potere ospitare forme di vita. Cassini entrò in orbita attorno al grande pianeta – a un miliardo e duecento milioni di chilometri dalla Terra – il primo luglio del 2004 dopo sette anni di viaggio. Dopo sei mesi, il 14 gennaio del 2005, il modulo Huygens, che faceva parte della Cassini, dopo essersi staccato dalla sonda madre atterrò sulla superficie del satellite Titano, la più grande luna del Sistema Solare, grande quasi quanto il pianeta Marte. Scoprì fiumi e laghi non di acqua, ma di metano, che scorrono tra montagne. Fra le decine di migliaia di immagini inviate da Cassini al nostro pianeta, anche alcune con la stessa Terra; riunendole, gli scienziati della Nasa hanno realizzato la meravigliosa immagine che stiamo contemplando e che spopola su Facebook.