Chiesa Russa

La Chiesa Russa ortodossa, di Sanremo, costruita nel 1913 e quindi l’ultima, in ordine di tempo, dell’Europa occidentale (le prime furono a Nizza nel 1858 e a Parigi) si è opposta alla decisione (avvenuta il 27 novembre scorso) del Patriarcato di Costantinopoli di sciogliere l’Arcivescovado di Parigi, chiedendone l’annessione automatica, sia a livello amministrativo che canonico, alla Metropolia greca.

Il rettore della parrocchia, Denis Baykov

che stamani ha illustrato la delicata situazione, minacciando di sprangare la chiesa e di cambiare le serrature, nel caso in cui venisse impedito alla chiesa di decidere, in autonomia, a chi annettersi, ha accusato il patriarcato di Costantinopoli di aver sciolto l’Arcivescovado, con l’obiettivo di annettersi tutti gli enti di culto che ne facevano parte: circa 150 comunità nell’Europa occidentale. Diverse anche le comunità italiane, anche se di vere e proprie chiese russe ce ne sono solo due: a Sanremo e Firenze.

La chiesa di Sanremo

ha già annunciato voler annettersi al patriarcato russo, anche se l’ultima parola spetta ai fedeli. “Stiamo vivendo questa situazione come una violenza – ha affermato Baykov -. La nostra Chiesa è riconosciuta come ente morale, dal 30 luglio del 1966. Ha anche uno statuto, in base al quale solo il Consiglio parrocchiale e l’Assemblea generale dei parrocchiani possono decidere, in libertà, se accettare questa proposta”. E ancora: “Nessuno può imporci una scelta contraria alla nostra volontà”.

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Il recente scisma – che secondo Baykov, sarebbe conseguenza dei rivolti geopolitici della guerra civile in Ucraina – avrebbe portato a un crollo dei fedeli, che in gran parte sono russi. Contro l’eventualità, che un domani il Patriarcato di Costantinopoli imponga un nuovo prete a Sanremo, Baykov ha affermato: “Siamo pronti a cambiare le serrature”.

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