Il Decreto Dignità lascerà a casa 28 operai di Amaie Energia

La denuncia del consigliere Fabio Ormea di SIEL

“In Amaie Energia, vi sono molti operai interinali con contratto a termine, che hanno maturato, alcuni piu’ di due anni perché ereditati già dall’ora Aimeri Biancamano, altri in prossimità
dei due anni. Tutti questi operai, (dapprima una ventina, alla quale ne seguiranno altri 8 circa), staranno, a causa del decreto dignità, sicuramente a casa. Perché, cosa dice il decreto che entrerà il 1 novembre 2018, dice che qualora un lavoratore abbia esercitato il proprio lavoro a tempo determinato ma continuativamente nella medesima azienda, sarebbe dovuto essere stato assunto dalla stessa a tempo indeterminato, ovvero essere stabilizzato – questa la denuncia del consigliere Fabio Ormea di Siel che prosegue:

“Purtroppo questo decreto dignità, che sulle prime sembrava di poter dare un’impennata alle assunzioni a tempo indeterminato, nella realtà sta ottenendo l’effetto contrario, ovvero quando si avvicina la
scadenza dei due anni il datore di lavoro, anche se avesse bisogno di quel  lavoratore, perché ha imparato il lavoro, perché è persona onesta e affidabile, ebbene il datore di lavoro non procede
all’assunzione a tempo indeterminato. Anzi, questo decreto fa di più, perché impedisce a quello stesso lavoratore di non poter più prestare la propria opera lavorativa all’interno di questa azienda.

Da non credere, il paradosso è che questo decreto dignità, nato con l’intento di dare lavoro stabile, rischia di precarizzare più del job act, che era già fortemente lesivo nei confronti del lavoro a tempo indeterminato. Insomma il mondo del lavoro è in balia della precarietà ad oltranza, e, come dissi tempo addietro, siamo al lavoro usa e getta.

In questa società, dove contano sempre di più i numeri, e sempre meno le persone con i loro bisogni, la figura del lavoratore dipendente ha perso valore, con la precarietà lavorativa non si ha
accesso a finanziamenti, non ci si può comprar casa, ma soprattutto non si può metter su famiglia o se si ha già non se ne può prender cura .   Ho fatto questa breve relazione affinché, si possa meglio riflettere, sulla situazione in essere di molti operatori ecologici che prestano servizio da molto tempo in Amaie Energia, alcuni ancor prima della nascita dell’azienda municipalizzata. Al di là del decreto dignità, questi operatori servono all’azienda  come il pane, senza di essi la raccolta porta a porta rischierebbe un ulteriore arretramento, oltre alle problematiche che vi sono già atto, vedi subappalti per lavaggio cassonetti, lavaggio marciapiedi, sfalcio dell’erba e  personale insufficiente per buona parte dei cittadini sanremesi per quanto riguarda lo spazzamento perché vi sono zone in città che restano completamente scoperte dal servizio.

Leggi anche:  Amaie Energia: rinnovato contratto a 44 dipendenti

Quindi, si chiede, all’amministrazione Biancheri di investire ancor di piu’, nella raccolta porta a porta e nello spazzamento, perché una città che fa del turismo la prima attività lavorativa, deve
essere pulita. Si parlava al tempo della sua prima candidatura di CITTA’ DEL BENESSERE, ebbene l’essere evidentemente c’è ma è privo del bene e manca poco tempo a fine del mandato.

La stessa domanda si può porre al Cda dell’Amaie Energia, buona partenza con il porta a porta, che ha creato disagi agli utenti (ovvero noi cittadini), perché bisognava abituarsi al nuovo sistema ai
nuovi orari, poi mano a mano si è perso qualcosa, si sono tentate altre strade, ma nella sostanza si è guardato di risparmiare e sicuramente i conti saranno in ordine, ma il servizio non ha fatto
quel salto di qualità che ci si aspettava, perché il personale soprattutto quello dedicato allo spazzamento ed al lavaggio strade e marciapiedi è insufficiente come unità operative. Quindi si chiede all’Amaie Energia se ve ne siano le condizioni, di stabilizzare il maggior numero di queste persone che hanno lavorato con passione ed edizione all’interno dell’azienda stessa, che tra l’altro ne ha bisogno.

Concludo nella speranza, che si riesca a trovare una soluzione, nell’interesse del servizio di raccolta, ma soprattutto di coloro che hanno prestato la loro opera in favore della collettività.

Siccome non c’è stata la possibilità da parte dell’amministrazione, visti i tempi stretti, di inserire la questione nel consiglio comunale che si è svolto ieri 9 ottobre 2018, ho deciso oltre a informare e
sensibilizzare gli amministratori direttamente di fare questo comunicato stampa nell’intenzione di accelerare una svolta positiva per tutta la collettività”