Il Comitato Diano Marina Ciclabile in Ferrovia sul progetto relativo al Molo della Tartarughe, dove è stata proposta la costruzione di un grosso parallelepipedo, dalla costa verso il mare (LEGGI QUI ). Il progetto sta facendo molto discutere circa il suo impatto ambientale: di seguito le perplessità del comitato.

Il Comitato Diano Marina Ciclabile in Ferrovia sull’ecomostro: “Tanto vale asfaltare le spiagge”

Abbiamo assistito pochi giorni fa alla conferenza stampa congiunta dell’assessore Scajola, del sindaco Chiappori e dell’assessore Za e, c’è da dire, che qualche perplessità sorge. Va benissimo, in nome del turismo, fare e spendere, pare però che forse, al giorno d’oggi, non si debba puntare tutto su una nuova, e a quanto pare enorme, colata di cemento. Si è parlato, durante la conferenza, di ciclabilità, pedonalità, zone verdi e all’aria aperta, di un abbandono delle costruzioni selvagge, e poi ci ritroviamo davanti un palazzo alto due piani in centro al Golfo, con sì una bellissima terrazza panoramica, ma pur sempre una costruzione alta 7 metri, larga 14 e lunga 50 (così abbiamo letto) che ostruirà per sempre la vista del Golfo stesso e del litorale.
Se questo è un progetto da lungo tempo nei cassetti che vuole essere la medaglia di commiato del sindaco, giusto per fare una battuta chiediamo se non sia il caso di asfaltare anche le spiagge, con buona pace di tutti quelli che hanno creduto, amato e vissuto a Diano Marina.
Siete stati democraticamente eletti: andate avanti decisi, spendete quel poco che è rimasto per quel poco di turismo che c’è.  Abbiamo passato invasioni, guerre, pestilenze, tifo e c’è ancora spazio per molte stranezze. 
Intanto noi passeggiamo per il centro e ascoltiamo le perplessità dei cittadini e dei pochi turisti che sono già qui, increduli di quello che è stato loro annunciato e ci chiediamo se nei prossimi giorni sentiremo alzare la voce anche a chi, in passato, si è tanto battuto per eliminare quello che già c’era al posto del nuovo palazzo/terrazza. Abbiamo tratto una conclusione: di fronte a tutto ciò e al silenzio di tanti noi saremo in prima linea.