Oltre sessanta attivisti dei centri sociali e delle associazioni umanitarie (ma non c’era nessun straniero) hanno partecipato, nel pomeriggio, al confine italo francese di Ponte San Ludovico, a Ventimiglia, a un tentativo di “border crossing”, ovvero di superare la frontiera con la Francia, con in mano un “permesso di soggiorno europeo”, documento che non esiste, ma che viene invocato dai manifestanti per la libera circolazione delle persone in Europa. La manifestazione, che si è svolta in maniera pacifica, si è tenuta, di fronte a un nutrito spiegamento di forze dell’ordine italiane e francesi.

Gli attivisti, partiti dai Balzi Rossi, verso le 14.30 – dopo la chiusura al traffico della frontiera bassa – hanno marciato, in corteo, per alcune centinaia di metri, verso il confine, esponendo slogan contro il premier italiano Salvini e quello francese Macron. Quindi, hanno disegnato alcune scritte sull’asfalto del tipo: “No Border”, “Welcome” e frasi contro i politici, come “Salvini assassino”.

Hanno anche montato una tenda, come simbolo degli accampamenti di stranieri smantellati e acceso un fumogeno autorizzato. Quindi hanno chiesto e ottenuto l’autorizzazione di posizionare un cartello sul versante francese del confine, riproducente un ideale permesso di soggiorno. Sono stati anche esposti striscioni con frasi del tipo: “Più salvati, meno Salvini”, “Free movements for all”, “No one is illegal” e “Siamo tutti clandestini”.

I solidali si sono esibiti in cori da stadio attaccando anche la polizia francese, ripetendo frasi come: “Tout le monde deteste la police” e, riferendosi alla festa del 14 luglio in Francia, hanno urlato al megafono: “Questo è il confine tra chi sfrutta e chi viene sfruttato. E’ il confine che impone Macron, che sta facendo geopolitica sulla pelle delle persone. Vi preparate a festeggiare la vostra fraternità, la vostra uguaglianza e la vostra libertà del 14 luglio, ma dove sono i valori fondanti della repubblica francese?”.

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Nel corso del corteo, durato circa un’ora, non sono mancate stoccate anche al Pd e sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano (Partito Democratico), per l’ordinanza emessa alcuni estati fa, quando impedì di distribuire cibo e bevande, per strada, ai migranti, per motivi di ordine igienico, essendoci altre strutture deputate a farlo.

“Un’ordinanza fole e scellerata – ha affermato Giacomo Mattiello del collettivo Progetto20k – anticostituzionale. Noi solidali avevamo paura di distribuire cibo, questa non è l’Europa che vogliamo. Ma quell’ordinanza noi l’abbiamo violata e la continuiamo a violare”.

E poi. “La nostra rivendicazione – hanno detto – è quella di un permesso di soggiorno europeo, un documento che permetta a tutti di circolare liberamente in Europa. Non sarà la soluzione finale, ma pensiamo che possa migliorare gli attuali che ci sono sulle varie frontiere, da Bardonecchia a Como, a Ventimiglia, che sistematicamente si ripetono”.

I VIDEO

L’INTERVISTA A GIACOMO MATTIELLO