L’intervista esclusiva a Carlo Ragni, nuovo Venerabile della loggia n° 98 “Giuseppe Mazzini” di Sanremo, una delle più antiche della nostra regione insieme alla Trionfo Ligure di Genova.

Ecco il nuovo Venerabile della massoneria di Sanremo

Ragni, 73 anni, è stato per anni segretario del Partito Liberale Italiano di Sanremo. Fino al 2013, anno in cui è andato in pensione, è stato agente di dogana. Questo alla Mazzini è il suo secondo mandato, anche se il primo risale ormai a 25 anni fa. «Mi hanno fatto uno scherzo da prete, lo faccio per spirito di servizio e per il bene che voglio ai miei Fratelli. Sono quarant’anni che faccio parte di questa loggia».

Carlo Ragni, come descriverebbe la massoneria a un profano?

«Intanto sarebbe più corretto parlare di massonerie, al plurale. Non esiste solo il GOI (Grande Oriente d’Italia). In rete si parla addirittura di cento massonerie diverse. A me piace definirla “una palestra mentale” o se preferiamo un’associazione, in cui ci si ritrova per dialogare insieme. Certo, ha la sua metodologia, perché la massoneria è innanzitutto una scuola che aiuta a migliorarsi, un punto di ritrovo per persone di diverso censo, religione, pensiero politico e lingua».

Che però attira ancora tanti pregiudizi..

«Proprio per questo motivo. Le persone si chiedono che cosa unisca individui tanto differenti, senza che litighino come fanno i partiti politici e la Chiesa. Pensano che ci siano chissà che interessi, economici, professionali.. Io credo però che prima di deliberare si debba conoscere».

È d’accordo quindi con ciò che dice Bisi, che in Italia c’è ancora tanta “massofobia”?

«Nulla di nuovo sotto il sole. Il pregiudizio massonico arriva dal mondo socialista e dal mondo cattolico, radicato da anni. Non è cambiato nulla, quando qualcuno ha bisogno di farsi pubblicità tira fuori la massoneria, come un capro espiatorio. Solo nel nostro paese accade, in Francia, in Olanda o Stati Uniti non esiste questo sentimento».

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E che cosa fate però per attenuarla?

«Non c’è nessuna segretezza da parte nostra, basta guardare l’incontro di sabato scorso al Casinò (in cui è intervenuto il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi ndr) o quello che proposi due anni fa al Cinema Centrale, quando non bastò la sala a contenere tutte le persone che vollero parteciparvi. Sarebbe sufficiente approvare la stessa legge che vige in Francia dal 1901 sulle associazioni non riconosciute. Regolerebbe massoneria, sindacati e partiti politici, che dovrebbe per esempio fare dei bilanci in chiaro. Vediamo quanti partiti o sindacati sarebbero d’accordo, noi lo vorremmo di certo e crollerebbero tanti pregiudizi verso la massoneria».

Com’è la situazione della massoneria in Liguria?

«La Liguria ha una grande tradizione antica, anche perché le logge massoniche si diffusero nelle città portuali grazie agli inglesi con gli scambi marineschi. Purtroppo la conformazione geografica rende gli incontri più difficoltosi, non è facile raggiungere le diverse logge, ma è comunque un ambiente molto vivace. Pensiamo ai grandi uomini che hanno fatto parte di questa loggia, solo per citarne qualcuno: Mario Calvino, Orazio Raimondo..».

È vero che tanti giovani si stanno avvicinando?

«Sì, oggi ci sono tante più occasioni è vero, ma c’è molta solitudine e questo è un luogo dove potersi trovare insieme in maniera educata e sensibile. I cittadini hanno diritto alla felicità, come dice la costituzione americana, scritta da massoni».