In Liguria raddoppiate le segnalazioni di incidenti stradali.

Cinghiali: il raddoppio degli incidenti spaventa la Liguria

Continua l’escalation dei danni alle colture agricole oltreché le segnalazioni di incidenti stradali che, nel 2018, hanno superato in Liguria ampiamente il centinaio e che per l’anno in corso non accennano a fermarsi: la causa è l’incontrollata proliferazione degli animali selvatici, con il numero dei cinghiali stimato a circa 35mila capi, con una diffusione che si estende dalle campagne alle città liguri.

E’ quanto riporta Coldiretti Liguria, nel commentare la stima di Coldiretti su dati Regioni e Osservatorio Asaps, in occasione del blitz davanti a Montecitorio di migliaia di agricoltori, allevatori, cittadini, esponenti istituzionali, sindaci e ambientalisti contro l’invasione dei cinghiali e degli animali selvatici ormai arrivati anche dentro le città. A livello nazionale il numero di incidenti gravi con morti o feriti per colpa di animali è aumentato del 81% sulle strade provinciali nel periodo 2010-2018, arrivando al numero di 10mila incidenti all’anno.

La proliferazione dei cinghiali, inoltre, sta mettendo a rischio l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali. Studi ed esperienze relative all’elevata densità dei cinghiali in aree di alto pregio naturalistico, hanno mostrato notevoli criticità, in particolare per quanto riguarda il rapporto tra crescita della popolazione dei selvatici e vegetazione forestale. Proprio le modalità di ricerca di cibo, attraverso una cospicua attività di scavo ben visibile sui campi coltivati, provoca, infatti, anche su superfici naturali notevoli danni alla biodiversità.

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“La popolazione degli animali selvatici – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  nell’interesse di tutta la società, deve essere affrontata con decisione, dal momento che non è più solo una questione di risarcimenti ma è diventato un fatto di sicurezza alle persone. E non è solo un problema del nostro territorio: per questo occorre agire in modo concertato tra Ministeri e Regioni, Province e Comuni ed avviare un piano straordinario senza intralci amministrativi. Se non si inizierà ad agire in maniera strutturata e continuativa, la situazione è destinata a peggiorare, con l’alto rischio che a lungo andare venga meno la presenza degli agricoltori, soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Il continuo vigilare su greggi e mandrie, nonché le recinzioni e i cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo di nuovi attacchi agli animali della fattoria e alle coltivazioni. Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Liguria”