E’ una vera e propria beffa quella che riguarda una dozzina di piccole attività dell’entroterra di Imperia, piccoli negozi, bar, alimentari, ristoranti dei quali in un primo tempo la Regione ha accolto le domande di contributo a fondo perduto, salvo poi non avere fondi a sufficienza per pagare tutti. Così della lista dei 32 piccoli esercizi (alcuni noti locali, alberghi e ristoranti dell’entroterra imperiese) di cui La Riviera in edicola da questa mattina riporta l’elenco completo, solo una ventina (i primi 20 della graduatoria stilata dalla Filse) otterranno i finanziamenti, si parla di somme fino a 11mila euro a testa, a fondo perduto.

Questo perché le domande accolte richiedono un investimento complessivo di oltre 240mila euro, mentre il bando  attivato dalla regione per la provincia di Imperia ne ha stanziati solo 160mila.

A scoprirlo, questa mattina, è stato uno dei titolari degli esercizi esclusi. “Io sono nella lista delle 32 domande accolte che il vostro giornale ha pubblicato – sottolinea Maria Elena Oliva, dell’Alimentari Nanda di Molini di Triora – ed è corretto, solo che questa mattina ho chiamato la Filse e mi hanno detto che solo le prime 20 attività della graduatoria riceveranno i fondi. Le altre dodici niente”.

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Nella lista della Filse piccole attività di 19 comuni imperiesi

In graduatoria figurano arrività di Montalto-Carpasio, Perinaldo, Apricale, Mendatica, Rocchetta Nervina, Olivetta San Michele, Isolabona, Molini di Triora, Triora, Borgomaro, Pornassio, Pigna, Seborga, Bajardo, Vasia, Pieve di Teco, Ceriana, Chiusanico e Soldano.

E’ possibile, ma non vi è certezza sul punto, che le 12 attività rimaste a bocca asciutta possano ricevere il contributo nel caso il fondo venga rifinanziato in futuro.  In pratica non riceveranno soldi le piccole imprese che nella lista pubblicata dal settimanale La Riviera figurano dal 21° al 32° posto.