Il 40% del tabacco viene venduto ai minori nelle tabaccherie e il 15% attraverso i distributori automatici, che non richiedono una tessera; quasi il 70% dei cannabis shop vendono il prodotto ai minorenni; il 60% dei ragazzi ha potuto giocare d’azzardo senza mostrare un documento d’identità e un gestore su due non si è rifiutato di farli giocare nonostante la minore età. Tre ragazzi su quattro non hanno alcun filtro sui propri pc, tablet e smartphone che impedisca l’accesso ai siti porno. Quasi il 60% dei rivenditori di videogiochi vende ai minori prodotti loro vietati.
Sono alcuni dei risultati della ricerca “Venduti ai minori” che indaga sull’offerta di prodotti vietati ai ragazzi sotto i 18 anni, condotta – per conto del Movimento genitori italiani (Moige) – dal team del professor Tonino Cantelmi (docente di Cyberpsicologia – Università Europea di Roma) prendendo in esame un campione di circa 1.400 ragazzi, di età compresa tra gli 11 e i 17 anni delle scuole medie e superiori, di varie regioni d’Italia.
«Il quadro che ne esce – spiega il professor Cantelmi – è sconcertante ed evidenzia la diffusa deresponsabilità dei rivenditori di questi prodotti nocivi per i più giovani, che ogni giorno vengono offerti ai minori nell’indifferenza generale degli adulti e nella latitanza delle autorità deputate ai controlli di legge».
Di “divieti trasgrediti” e della “eclissi dell’adulto” si parlerà i prossimi 7 e 8 settembre a Todi nell’ambito del convegno “Educare per il domani. Il punto su giovani, famiglia e scuola in Italia”.
Per due giorni specialisti, famiglie, rappresentanti delle Istituzioni ed esperti di politiche scolastiche provenienti da tutta Italia, si confronteranno sui temi della devianza e violenza giovanile, abuso di sostanze, pornografia e dipendenza da internet e sul fenomeno dei cosiddetti Hikikomori, i giovani che si autorecludono fuori dalla vita reale e di cui in Italia si contano ormai più di centomila casi.