Bracconaggio

Ci sono anche sette cacciatori indagati nell’inchiesta per bracconaggio, che ieri ha portato ai domiciliari il sindaco di Triora (Imperia), Massimo Di Fazio, 46 anni, eletto nel giugno del 2018. Nei confronti del primo cittadino, inoltre, la Procura ha contestato anche l’utilizzo di fucile, malgrado gli fosse stato revocato il porto d’armi, intorno al 2010, quando venne arrestato una prima (e successivamente assolto con formula piena), per l’identico reato.

Tre gli episodi contestati, tutti risalenti al gennaio scorso. Di Fazio avrebbe partecipato assieme agli altri cacciatori a battute di caccia al cinghiale, in periodo vietato dalla legge.

Gli investigatori hanno utilizzato pedinamenti e intercettazioni telefoniche – quest’ultime tramite l’utilizzo di “trojan” – nel corso dell’indagine. Riguardo le intercettazioni, in particolare, gli agenti della polizia postale di Imperia, che ieri hanno perquisito l’abitazione del sindaco e il suo ufficio, in Comune, avrebbero ascoltato gli indagati, mentre al telefono si davano l’appuntamento per la battuta di caccia, o mentre esultavano per aver catturato una preda. Venerdì prossimo, alle 11, in tribunale a Imperia, davanti al gip Anna Bonsignorio, ci sarà l’interrogatorio di garanzia. Di Fazio è difeso dagli avvocati Simona Bertoldo e Alessandro Moroni.

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