Cento anni da qui

Al Casinò di Sanremo è in corso la consegna, a quattro storiche aziende italiane – Alfa Romeo, Fernet Branca Distillerie, Hotel Royal di Sanremo e Olio Raineri di Imperia – il premio “Casinò di Sanremo Confindustria – Cento Anni da Qui”. Alla cerimonia, apertasi alle 17.30, nella sala privata del Casinò di Sanremo, con l’assemblea generale dell’Unione Industriali di Imperia, è intervenuto il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia. Il riconoscimento è stato ideato dalla casa da gioco sanremese, per ricordare i suoi oltre centotredici anni di attività insieme a diverse realtà imprenditoriali, che hanno superato il secolo di longevità aziendale. Il premio si svolge sotto l’egida di “2018 European Year of Cultural Heritage” voluto dal Consiglio Europeo e dal Ministero dei beni Culturali.

Le aziende

Alfa Romeo, casa automobilistica italiana nota per la produzione di autovetture di carattere sportivo, la cui storia iniziò il 24 giugno 1910 con la fondazione a Milano della “Anonima Lombarda Fabbrica Automobili” (Alfa); Fratelli Branca Distillerie, che  deve la sua storia a  Bernardino Branca, che nel 1845  inventa il Fernet Branca. Dalla produzione domestica all’apertura dello stabilimento di Porta Nuova: a Milano nasce una delle realtà imprenditoriali più vivaci la “Fratelli Branca”. Quindi: Olio Raineri, nata nel 1910 ad Imperia, dal sogno di Leonardo Raineri: aprire una piccola bottega per valorizzare il grande patrimonio della terra ligure, le olive. Un sogno che si è tramandato per generazioni. In ultimo: Royal Hotel di Sanremo, una tra le più prestigiose case alberghiere matuziane, inaugurato nel 1872, da Lorenzo Bertolini.

Boccia, manovra del governo

“Spostare in avanti la decisione sulla Tav Lione-Torino e non aprire i bandi di gara immediatamente, significa meno cantieri e meno occupazione, che dovrebbero servire proprio per quella crescita che il governo indica sia in chiave europea che in chiave italiana per la sostenibilità della manovra”. Lo ha dichiarato, in serata, il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, al Casinò di Sanremo, a margine della consegna, a quattro aziende italiane, del premio “Casinò di Sanremo Confindustria-Cento Anni da Qui”.

“Noi continuiamo a essere critici e apprezziamo la volontà di dialogo dei ministri – ha aggiunto Boccia -. Salvini è stato sicuramente disponibile, così come il ministro Di Maio, ma il problema non è tanto il dialogo, quanto il merito delle scelte”. Conclude Boccia: “Siamo un po’ amareggiati dall’idea dilatoria della questione Tav. C’è un questione temporale che il Paese non ha mai percepito ovvero in quanto tempo facciamo le cose che diciamo”.

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Boccia, Tav Lione Torino

“Spostare in avanti la decisione sulla Tav Lione-Torino e non aprire i bandi di gara immediatamente, significa meno cantieri e meno occupazione, che dovrebbero servire proprio per quella crescita che il governo indica sia in chiave europea che in chiave italiana per la sostenibilità della manovra”. Lo ha dichiarato, in serata, il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, al Casinò di Sanremo, a margine della consegna, a quattro aziende italiane, del premio “Casinò di Sanremo Confindustria-Cento Anni da Qui”. “Noi continuiamo a essere critici e apprezziamo la volontà di dialogo dei ministri – ha aggiunto Boccia -. Salvini è stato sicuramente disponibile, così come il ministro Di Maio, ma il problema non è tanto il dialogo, quanto il merito delle scelte”. Conclude Boccia: “Siamo un po’ amareggiati dall’idea dilatoria della questione Tav. C’è un questione temporale che il Paese non ha mai percepito ovvero in quanto tempo facciamo le cose che diciamo”.

Boccia, Ponte Morandi

“Sul ponte Morandi occorre fare quanto prima, perché è un po’ lo specchio del Paese”. Dal Casinò di Sanremo, il presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia, rilancia come ulteriore sfida del governo il tempo che quest’ultimo impiegherà per realizzare il nuovo ponte. E aggiunge: “Il ponte Morandi, la Tav Lione-Torino e altre infrastrutture: sono questioni azionali, non più locali, perché collegano il Paese all’Europa- Un Paese che deve guardare avanti e che vive di export, con 550 miliardi di euro all’anno, 450 dei quali vengono dalla manifattura. Abbiamo pertanto bisogno di connetterci al mondo dell’Europa, per essere ancora più forti come Italia”.

VICNENZO BOCCIA

CLAUDIO SCAJOLA