Misteriosa morte

Un prelievo da 700 euro, il pomeriggio prima di morire; la ricevuta di un conto corrente monegasco con un deposito di oltre 100mila euro, recapitata al nonno anziano e indigente; ma soprattutto la carta di credito e il documento di identità che spariscono nel nulla. Nuovi retroscena emergono sulla morte di Alessio Vinci, lo studente di 18 anni, di Ventimiglia, iscritto al primo anno di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano, trovato morto la mattina dello scorso 18 gennaio, a piedi di una gru situata all’interno di un cantiere di Porte Maillot, a Parigi.

Il giovane

sarebbe deceduto dopo un volo di circa cinquanta metri. Gli inquirenti francesi potrebbero presto archiviare l’accaduto come suicidio, ma molti restano ancora gli interrogativi da chiarire. Come faceva Alessio, le cui condizioni economiche non erano felici, ad aver effettuato due prelievi con la carta di credito – uno dei quali da 700 euro – poco prima di morire? Cosa ha acquistato con quel denaro?

E poi, a chi era intestato il conto di quella ricevuta inviata al nonno? Erano suoi quei soldi e, in caso affermativo, come faceva ad aver aperto un conto nel Principato, non avendo la residenza? C’è, poi, da capire che fine hanno fatto quei documenti, visto che l’hotel dove alloggiava – Le Méridien Etoile – gli aveva riconsegnato la carta di identità, dopo la registrazione. Alessio sarebbe arrivato alla Gare de Lyon, il pomeriggio del 17 gennaio – alla vigilia del presunto suicidio – con un treno partito da Torino. Per rispondere a queste domande sarà necessario un supplemento di indagini: su pc, smartphone e conto corrente della giovane vittima.

Per questo motivo, lo Studio legale Perrelli & Associés con sede a Milano e a Parigi, che tutela la famiglia di Alessio, ha consigliato al nonno Enzo – che ha allevato il ragazzo, dopo la morte della madre – di chiedere una proroga investigativa, evitando che il caso venga classificato come suicidio.

Soltanto dall’esame dei dispositivi informatici del giovane, si potrà far luce sull’ombra della darknet (rete internet clandestina e accessibile a pochi) e della blu whale (il rischiosissimo gioco, che prevede continue prove di coraggio, fino a quella del suicidio). Alcuni messaggi di “cordoglio” – lasciati come commento a una foto di Instagram, all’indomani della morte – fanno pensare che il ragazzo facesse parte di qualche gruppo di “Incel”.

L’acronimo

si riferisce agli uomini che si sentono incapaci di avere rapporti sessuali e che generalmente ne incolpano le donne; ma nel corso degli anni ha etichettato in linea generale gli uomini che odiano le donne, i misogini. Il fatto che Alessio venga definito “fratello incel”, lascia presumere che facesse parte di qualche gruppo, per non definirlo proprio setta. Non a caso, gli inquirenti francesi, da quanto si apprende in Italia, non escludono l’ipotesi di un’istigazione al suicidio.

Prima di chiudere i ponti con tutti

alle 21 di giovedì 17 gennaio, Alessio avrebbe telefonato a un suo compagno di università, ma il contenuto della conversazione resta coperto dal massimo riserbo. Avrebbe anche chiesto a un inserviente dell’hotel di fumare in camera, aprendo una finestra, ma non avendo ricevuto l’autorizzazione, sarebbe sceso in strada. Alle 3 del mattino di venerdì è uscito dall’albergo. Da quel momento, il buio totale. Doveva incontrare qualcuno? Alle 6.30/7 del mattino, il suo corpo è stato avvistato da alcuni operai che hanno lanciato l’allarme. Resta da capire quando gli inquirenti francesi rilasceranno il nulla osta per il rientro della salma.

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