Ingenito

Il presidente dell’ordine degli Ingegneri della Liguria, Enrico Ingenito, fratello del sindaco di Bordighera, Vittorio, si è candidato nella lista civica del Gruppo dei 100, che appoggia la candidatura a sindaco di Sergio Tommasini. La sua candidatura è stata presentata stamani al point di Tommasini, in piazza Colombo.

Parla Enrico Ingenito

“Ho sciolto le riserve ed ho deciso di candidarmi in questa lista civica. Un progetto che trova fondamento sul fatto di cercare persone che abbiano competenze e che siano in grado di dimostrare le proprie capacità in termini meritocratici”.

“Darò le mie dimissioni dall’ordine, prima delle elezioni, perché ritengo che questa carica debba restare fuori dall’ambito politico. Il nostro obiettivo è di riportare i cittadini come parte integrante della vita pubblica di questa città che la vogliamo più ambiziosa, pulita e sicura, in ogni suo quartiere. Il fatto di essere civici, ci dà una responsabilità notevole e vogliamo dare risposte precise alle categorie più deboli. Ho constatato il grave disagio sociale che affligge Sanremo, molto più diffuso di quanto si possa immaginare ed è necessario riempire gli schemi e dare un nuovo inizio”.

Ingenito sottolinea la presenza di rappezzi stradali e rattoppi della fognature, con la sistemazione di qualche aiuola: “Uno scenario desolante. Le problematiche di questa città sono drammatiche: molti gli errori commessi nel turismo, nel commercio e non ultimo nelle società partecipate. Il sindaco Biancheri da dato l’impressione di avere abdicato, rinunciato ad amministrare la città, pensando che il futuro possa essere tracciato su iniziativa dei privati. Serve, invece, un sindaco con le idee chiare, deciso”

Riqualificazione del Porto Vecchio

“E’ una opportunità che oggi rischiamo di perdere, perché l’amministrazione non è stata in grado di portare avanti la procedura, secondo quanto prescritto dalla legge. Ci troviamo con due ricorsi alle spalle che hanno evidenziato un macro errore e che ritarderanno il progetto, con l’ipotesi peggiore che il Comune si trovi a dover risarcire i danni. Si è pensato che trasparenza e imparzialità potessero essere delegate”

Per Tommasini: “L’amministrazione avrebbe dovuto prima definire i paletti, per chiamare la finanza privata e fare un bilancio chiaro delle opere fredde e di quelle calde, con le prime che vengono al Comune e le seconde che producono un reddito al privato. Chiediamo all’amministrazione di fermarsi e di non portare in Consiglio questa pratica, che porterebbe a una richiesta di risarcimento danni. Oggi, la finanza di progetto è l’unico strumento che può essere utilizzato per realizzare le grandi opere pubbliche. I Comuni sono già dotati di un ufficio di project, per fare valutazioni nei tempi perentori. Anche Sanremo dovrebbe dotarsi di un tale ufficio”.

Rivieracqua

Ingenito: “E’ l’emblema di una serie di errori commessi da questa amministrazione, una società consortile creata per la gestione del servizio idrico integrato, di cui il Comune di Sanremo detiene il 42 per cento delle azioni, attraverso Amaie. Un’azienda creata con lo scopo di gestire l’acquedotto e le fognature. Se si legge lo statuto, si capisce che questa società non poteva andare a gambe all’aria, ma oggi è insolvente come è possibile, visto che tutte le spese dovevano essere coperte dai Comuni e c’erano delle convenzioni bilaterali? Abbiamo 250 posti di lavoro a rischio. Siamo arrivati al concordato preventivo e sarà riconosciuto il 37 per cento a quelle imprese che hanno lavorato perché il sindaco di Sanremo ha detto: ‘Non vi preoccupate, penserò io ai vostri crediti. Mi auguro che il Comune prenda questo concordato e lo ribalti”.

Tommasini: “In questa pletora di creditori, non c’è soltanto chi ha le spalle larghe, che può assorbire la perdita del 60-70 per cento del credito. Altri avranno un disavanza di cassa netta, che lo indurrà a lasciare a casa delle persone”

Ingenito: “Invece di fare promesse su fantasmagorici palazzetti, bisogna tutelare i posti di lavoro e una struttura fondamentale per la città che è Rivieracqua. Non ci sono più manutenzioni sulle fognature, i fanghi non li smaltiscono e ci vogliono dai 5 ai 7 milioni per mettere a norma l’impianto fognario. Abbiamo una bomba ad orologeria dovuta alla vetusta delle condutture e bisogna intervenire subito

Società partecipate

Tommasini: “Punteremo molto sulla programmazione finanziaria, solo programmando le risorse, non è indebitando il Comune che si risolvono le situazioni”. L’ipotesi per le società private è quella di affidarne la cgestione centralizzata a un’unica holding, che può essere o meno esistente (ad esempio l’Amaie, tra quelle esistenti).

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Enrico Ingenito