“Sono stato accusato da Claudio Scajola di essere pericoloso, per portare in Comune il cosiddetto partito del cemento. Non accetto questo tipo di critiche da uno come Scajola, che su questi temi non dovrebbe parlare e, in particolar modo, su quello della casa dovrebbe starsene zitto, ma io avrò tutte le risposte del caso”.

Lo ha dichiarato il candidato sindaco Luca Lanteri (centrodestra unito), stamani, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel proprio point elettorale, la prima all’indomani dalle elezioni, che lo vedono al ballottaggio con l’ex ministro Claudio Scajola.

“La prima e più importante risposta – ha aggiunto Lanteri, rivolgendosi a Scajola – è che abbiamo un piano regolatore, perchè non si costruisce, secondo quanto dicono il sindaco, gli assessori o il dirigente del Comune, ma in base alle leggi e ai regolamenti. L’altra è che il Piano regolatore che ha governato lo sviluppo della città, negli ultimi venti anni, è stato adottato il 2 agosto del 1994. io ero sposato da poco e non avevo neanche figli. il sindaco di allora si chiamava Claudio Scajola”.

Prosegue Lanteri: “Chi ha adottato il Piano regolatore, che ha regolato il processo di sviluppo edilizio della città di Imperia, dunque, è stato Scajola. A lui, dunque, spetta la paternità del documento”.

Ha poi aggiunto Lanteri: “Ringrazio i più di seimila elettori che ci hanno dato fiducia al primo turno e chi ha collaborato, i candidati, i sostenitori e la gente che si è impegnata in questa campagna elettorale. Apriamo oggi il ballottaggio e proporremo ogni giorno un tema, perché ci possa essere un approfondimento e un confronto con i cittadini, per verificare gli ultimi giorni, prima del ballottaggio del 24 di giugno, giorno di San Giovanni, se dovremo apportare delle integrazioni al programma”.

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E poi, parlando di edilizia: “Le dinamiche e le prospettive di sviluppo della città sono completamente diverse, primo perché il piano regolatore è scaduto e per le parti più appetibili è già attuato, ma poi sono cambiate le condizioni socio economiche, che quindi non portano più un interesse forte sul mattone. Un tempo si costruiva perché si guadagnava tanto e c’erano gruppi da fuori che venivano a Imperia per costruire e avere dell’utile. Oggi i tempi sono cambiati, questo tipo di dinamica non c’è più, ma non perché l’ho deciso. E’ il mercato che decide. In Riviera ci sono centinaia di alloggi in vendita e che costano meno del costo di costruzione. Quindi, non ci sono spinte speculative”.