“Toti crede talmente tanto nel tema dell’autonomia – dichiarano Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione Liguria, e Giovanni Lunardon, consigliere Pd in Regione Liguria – che ha pensato bene di inviare una lettera a Gentiloni su questo argomento il giorno stesso dello scioglimento delle Camere, cioè quando di fatto Gentiloni non se ne può più occupare.

“Noi siamo alla letterina di Natale”

La Regione Emilia – spiegano i consiglieri – che sul tema, regolato dall’articolo 116 della Costituzione, ha fatto da apripista, ha iniziato lo
stesso lavoro un anno e mezzo fa, dopo una vasta consultazione della comunità regionale (sindacati, imprese, terzo settore). Un’operazione preparatoria capillare, a fronte della quale ha portato in consiglio regionale un articolato atto di indirizzo prima di aprire il confronto con il Governo. Noi siamo alle letterine di Natale. Poi, un sommesso suggerimento. L’autonomia non è
l’albero della cuccagna. Leggendo le dichiarazioni dei membri della Giunta regionale di pochi giorni fa, sembra che possiamo aspirare a compartecipare (o ad aumentare la compartecipazione) a qualunque forma di tassa o tributo (Ires, Irap, IRPEF, ecotassa, bollo
auto, concessioni demaniali e perché no anche il canone Rai, oltre naturalmente all’IVA portuale). Troppo bello, no? Il tema è un po’ più complesso qualunque sia il Governo che si avrà di fronte. E vanno rispettati i saldi della finanza pubblica, il patto di stabilità territoriale e i criteri del federalismo fiscale in un quadro che rimane quello dello stato unitario.

“Serve scrivere insieme il documento di intesa con il governo”

 “Un’ultima avvertenza – sottolineano -Sarebbe bene non mettere troppa carne al fuoco e concentrarsi sull’obiettivo più importante: l’autonomia finanziaria dei porti liguri e la possibilità attraverso questa di promuovere ingenti investimenti su logistica e infrastrutture, come per esempio la nuova diga del Porto di Genova e la Pontremolese, la linea ferroviaria che collega La Spezia a Parma, del cui completamento avrebbe un grande bisogno il porto della Spezia. L’autonomia è una cosa seria. Meglio non partire con il piede sbagliato. Se Toti vuol fare sul serio –concludono Paita e Lunardon – avvii subito una discussione nelle sedi istituzionali con i gruppi consiliari e le parti sociali, per scrivere insieme il documento da cui partire per costruire l’intesa con il Governo”