Diverse mail di contestazione sono state inviate all’Hotel Corallo di Imperia per aver accettato di ospitare, domani sera, dalle 20.30, la presentazione del programma elettorale del movimento di estrema destra Casa Pound e dei candidati del Collegio 1 della Circoscrizione Liguria, alla presenza del segretario nazionale Simone Di Stefano.

Evento che precede l’inaugurazione della nuova sede imperiese del movimento, alle 22.45, in via Domenico Acquarone (zona Parasio).

Protesta che monta pure su Facebook, con il produttore discografico imperiese Stefano Senardi, che sulla propria bacheca scrive: “Interrompo gli auguri del mio compleanno per segnalare che i presunti nuovi imprenditori di Imperia hanno messo a disposizione il loro quartiere generale al peggio che c’è(casaPound), vergogna per la città medaglia d’oro della Resistenza. Chi crede ancora un po’ nella democrazia da domani non vada più nei loro uffici, ristoranti, alberghi, stabilimenti balneari, bar. Amen”. Del fatto, naturalmente, è stata informata anche la Questura di Imperia.

Decine, si parla di un numero tra centocinquanta e duecento, le mail inviate all’Hotel Corallo, da parte di un gruppo di imperiesi, del quale fanno parte anche molti studenti e professori, nelle quali si prende di mira il segretario Di Stefano, con la pubblicazione del suo “curriculum giudiziario”.

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Nel testo si scrive: “Certa che prendiate informazioni sulle persone o gruppi a cui affittate le sale, vi ricorderò tuttavia i punti salienti del curriculum giudiziario del segretario nazionale di CasaPound Simone di Stefano che venerdì presenterà il programma del gruppo neofascista (quindi fuori legge) nel vostro albergo. Nel 2013, durante le manifestazioni del movimento dei forconi, di Stefano viene arrestato e condannato per furto e oltraggio alla bandiera europea”.

“Il segretario di CasaPound può vantare ben otto condanne definitive, di cui una per ricettazione con pena a due anni e sei mesi di carcere. Non mi dilungo sulle azioni del gruppo che rappresenta che rappresenta e che sono di facile reperimento -pestaggi, aggressioni, scontri con forze dell’ordine- mi limito a sottolineare che la vostra struttura ospiterà un pregiudicato per reati comuni che, in più, fa attivamente apologia di reato politico”.

“Ecco perché mi impegno a evitare di frequentare l’albergo, il ristorante e a dissuadere dal farlo amici e conoscenti. Se lo Stato chiude gli occhi di fronte ai reati, i cittadini devono tenerli bene aperti e combattere con le armi che hanno”.

Quando e se vi ravvederete, magari ci rivedremo.
Saluti,