La presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia del Golfo Dianese, dopo le decisioni del Comune sul suolo pubblico.

Diano Marina: l’amarezza di Franca Weitzenmiller

“Anni di lavoro con incontri, riunioni, discussioni e approfondimenti, gettati al vento”.

C’è profonda amarezza nelle parole di Franca Weitzenmiller, presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia del Golfo Dianese nel prendere atto della decisione dell’amministrazione comunale di cancellare con un colpo di spugna le intese raggiunte sulla disciplina per regolamentare la delicata materia del suolo pubblico.

“Alla fine – sottolinea Weitzenmiller – ha prevalso la posizione dell’assessore Luigi Basso che ha liquidato la questione dell’occupazione del suolo pubblico, vietando qualsiasi tipo di esposizione tranne le edicole per le locandine dei quotidiani e i negozi di frutta e verdura. In consiglio neppure un accenno di discussione. L’assessore Basso si è prolungato a parlare dello ius soli mentre sul tema commercio si è limitato a dire che il regolamento vigente relativo al Regio decreto ormai era superato e quindi bisognava correggerlo e aggiornarlo.

Come? Copiando il regolamento di altre località senza tener conto del dibattito e del lavoro portato avanti dai commercianti assieme all’assessore al commercio dianese e al comandate della polizia urbana. Esattamente un anno fa Confcommercio aveva depositato in comune una proposta ponderata di modifica al regolamento. Nella proposta si chiedevano pochi centimetri in più nel quadro di uno studio affidato ad un architetto (messo a disposizione dalla nostra struttura provinciale) che prevedeva una razionalizzazione elegante con espositori dello stesso colore non in contrasto con il tema decoro ambientale.

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Naturalmente prendiamo atto delle scelte dell’amministrazione comunale anche se riteniamo che una località di mare  sia più attraente con negozi che espongono anche all’esterno in modo ordinato e corretto. Nel dibattito interno ci sono molte voci favorevoli alla nuova disciplina ma resta il dispiacere di non essere riusciti a mettere a punto e realizzare un sistema in grado di gestire una esposizione di cinquanta centimetri.

Ora l’auspicio per il futuro e di vedere controlli contro l’abusivismo per tutelare un settore pesantemente colpito dalla crisi”.