L’assessore a Protezione civile, Sport, Turismo e Manifestazioni, Simone Vassallo, di Imperia, appartenente al gruppo “Azione Civica” (area centrodestra) si è dimesso oggi con una lettera protocollata in Comune, a fronte della crisi politica che da qualche mese caratterizza l’amministrazione e del rischio che vengano a mancare i numeri per il Bilancio consuntivo, che dovrà essere approvato entro il prossimo 28 febbraio.

“Ho riconsegnato le deleghe al sindaco Carlo Capacci, che ringrazio per la fiducia che mi ha dato in questi due anni e mezzo – ha affermato Vassallo, stamani, durante il suo saluto in Comune – in quanto non c’è garanzia economica e finanziaria e neppure politica. Ho stima di Capacci, ma in questi anni il sindaco avrebbe dovuto tenere i gruppi consiliari uniti. Invece, siamo qui che dobbiamo contarci ad ogni Consiglio comunale”.

Da tempo ormai, non esiste più una maggioranza, col sindaco Capacci (indipendente) che, in ultimo, ha perso l’appoggio del Partito Democratico e di molti suoi sostenitori provenienti da liste civiche. A complicare la situazione politica è il fatto che molti di coloro che si sono staccati non sono passati all’opposizione, ma si sono riproposti di votare, pratica per pratica, non assicurando così una linea politica.

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“Rischiamo il commissariamento – ancora Vassallo – e come assessore non ero in grado di assumermi impegni economici e dare garanzie concrete alla cittadinanza. Non volendo generare false illusioni, su progetti che magari non si possono realizzare, ho preferito dimettermi”. Autista soccorritore della Croce Bianca di Imperia, Vassallo si era messo in aspettativa, per lavorare nella Giunta.

A livello politico proseguirà la propria attività esterna all’interno del gruppo civico “Obiettivo Imperia” (di area centrodestra), del quale fanno parte i tre consiglieri comunali di Azione Civica: Paolo Montesano, Cristina Gavi e Giovanni Lazzarini e i consiglieri Alessandro Savioli e Diego Parodi (presidente del Consiglio comunale). Fanno parte del direttivo: Fabio Garibbo, Fabrizio Gramondo, Daniele Ciccione e Marco Savini.