Centri Sociali imperiesi accettano la sfida: assemblea dei progressisti come a Roma

“Sabato 18 novembre a Roma è successo qualcosa di incredibile – scribve in una nota stampa il centro Sociale di imperia la Talpa e l’Orologio – 800 persone hanno riempito il Teatro Italia, per un’assemblea nazionale convocata nemmeno tre giorni prima. Tanti giovani, tante donne, tanti lavoratori, di diverse nazionalità, tanti movimenti di lotta per i diritti sociali, per la tutela dei territori, contro le discriminazioni di ogni genere. La giornata di sabato – continuano dal centro sociale- ha dato entusiasmo e si è fatta carico di un messaggio forte che sta attraversando come una scarica tutta l’Italia: solo noi possiamo riprenderci il posto che ci spetta nell’agenda politica di questo paese

Appuntamento il 7 gennaio

“Il 7 gennaio ci diamo appuntamento a Imperia – sottolineano gli organizzatori dell’evento gemello di quello di Roma- Ancora una volta possiamo dimostrare che in tutto il paese, nonostante malgoverno, mafie, speculatori, abbandono istituzionale, si sta ricostruendo un fronte d’alternativa, di solidarietà, di protagonismo delle forze vive del territorio.Vediamoci, discutiamo il programma – che poi significa discutiamo di ciò di cui abbiamo bisogno realmente – organizziamo le prossime mosse, sentiamoci parte di qualcosa che sta nascendo e che finalmente può rompere il teatrino della vecchia politica, scalzarlo con un’alternativa concreta – comunicano, in previsione dell’appuntamento al centro sociale La Talpa e L’Orologio – Istruzione, sanità, lavoro, tutela ambientale, lotta alla corruzione e alle mafie, controllo popolare: un programma che metta al centro le nostre esigenze, i nostri desideri, i nostri sogni. Per farlo, abbiamo bisogno del vostro aiuto.Insieme non potranno più ignorarci Bisogna sognare”

“Noi siamo quelli che non vengono mai interpellati”

Chi siamo noi? – specificano gli attivisti – Siamo quelli che non vengono mai interpellati: i lavoratori che devono far quadrare i conti a fine mese; i migranti che vengono cacciati e ridotti in schiavitù; i disoccupati e i poveri che vengono abbandonati al loro destino; le donne vittime di soprusi e discriminazioni; gli studenti consegnati a un futuro di sfruttamento e a un’istruzione di bassa qualità. Siamo le persone normali, quelli colpiti dalle politiche dei governi, quelli che non hanno voce… ma che non si sono arresi.
A partire dai bisogni urgenti e inascoltati del popolo, dall’assemblea del Teatro Italia  – concludono – stiamo ripartendo per convocare momenti territoriali in tutte le province e regioni d’Italia

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