ANPI Imperia punta il dito contro l’organizzazione della giornata di domani venerdì 13 alla biblioteca Lagorio: due presentazioni di libri, il primo su episodi della guerra di Liberazione in Provincia  e a seguire una presentazione alle 21:15 curata nientemeno che da CasaPound Imperia. Inutile dire che Amelia Narciso di ANPI sia insorta. Ecco la nota stampa

“Casa Pound sbeffeggia la debolezza politica di Imperia”

domani è venerdì 13….e
venerdì 13 aprile, a Imperia, si avrà la evidente dimostrazione della schizofrenica concezione della cultura (per essere benevoli!)  che vige nella città di Imperia, o, meglio, nell’ambito dell’assessorato alla cultura e della  dirigenza della Biblioteca civica Lagorio: nello stesso giorno, infatti ci saranno due eventi, talmente stridenti tra loro che sembrano una voluta irrisione alla storia della città che, ricordiamo sempre, fu insignita di Medaglia d’oro  al Valor militare per l’attività partigiana, consegnata alla Provincia dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini il 16 novembre 1980. Alle ore 17 ci sarà la presentazione del libro di Giovanni Gandolfo “Racconti davanti al focolare”, una raccolta di episodi “minori” della guerra di Liberazione nel ponente ligure, a cura dell’Istituto Storico di Imperia  con la partecipazione dello stesso Presidente Giovanni Rainisio e di giovani a cui tali racconti sono rivolti, in occasione del 70° della nostra Costituzione. Tutto bene, quindi, se non fosse che alle 21.15 la stessa Biblioteca civica ospiterà un convegno organizzato da CasaPound Italia su  “Le ragioni dell’uscita dall’Euro“, con la partecipazione di Andrea Lombardi, candidato al Senato per CPI alle recenti politiche, e Marco Mori,  avvocato costituzionalista. Ancora una volta Casa Pound Italia si fa gioco della debolezza politica di una amministrazione che ostenta, ma ignora, una medaglia che i suoi giovani Partigiani hanno guadagnato col loro immenso sacrificio, mettendo a disposizione un luogo civico e culturale come la Biblioteca civica, a chi, per bocca del suo candidato premier Simone Di Stefano, rivendica orgogliosamente le radici fasciste del movimento e la discendenza diretta dal Movimento Sociale e dai reduci della Repubblica Sociale:”Il fascismo è la nostra storia, veniamo da lì.” Di fronte a tali affermazioni, fermo restando il diritto assoluto di casa Pound di dissertare come far uscire l’Italia dall’euro, ma in casa propria, non in una sede civica, ancora una volta ci chiediamo come l’amministrazione di questa città appaia sempre così confusa e arrendevole di fronte a chi ostenta apertamente la propria discendenza dal fascismo. Infine, da adulti, chiediamoci che confusione “culturale” questo appiattimento sullo stesso piano della Resistenza  con i discendenti dal fascismo, può provocare nei giovani, a cui vogliamo trasmettere una coscienza civica e storica: poi non chiediamoci troppi perché, se siamo noi i primi a non avere coerenza e rispetto per la nostra storia.