Mansio Romana protagonista del Giovedì dell’Archeologo

“Lavoreremo per fare in modo che questo diventi il polo culturale di San Bartolomeo al Mare, un museo a cielo aperto, visitabile tutto l’anno, collegato alla pista ciclabile, per consentire una fruizione completa al maggior numero possibile di persone di questa area che, come dicono gli esperti, è archeologicamente interessantissima”. Valerio Urso, Sindaco di San Bartolomeo al Mare, ha salutato così ieri il primo gruppo dei partecipanti alla visita guidata Il Giovedì dell’Archeologo” alla Mansio Romana del sito della Rovere. Un appuntamento particolarmente importante, perché, oltre a consentire ad un folto numero di persone di visitare l’area (un centinaio, divise in 4 gruppi), ha sancito la fase finale degli interventi previsti in questa stagione estiva, che hanno confermato l’esistenza di un sito pluristratificato che risale addirittura all’età del bronzo, cioè a circa 3.500 anni fa.

“Verso nuovi scavi”

“Gli interventi dello scorso anno e di quest’anno – hanno ribadito il Soprintendente Archeologico, Dott. Luigi Gambaro, le responsabili dell’Associazione Etruria Nova, Dott. Elena Santoro e Dott. Lara Marelli, e la Prof. Silvia Pallecchi dell’Università di Genova – ci hanno consentito di ripulire e riclassificare l’area, che fu oggetto di scavi 35-40 anni fa. Dopo questi due anni di attività, il Comune potrà ora chiedere l’autorizzazione per nuovi scavi, che permetteranno di evidenziare e rendere disponibili ulteriori informazioni. Il sito è sicuramente molto interessante e potrà diventare, anche in virtù della sua posizione, estremamente attrattivo”.

La rappresentazione

Anche ieri, i visitatori sono stati accompagnati nella visita da una rappresentazione della realtà ai tempi dei romani, realizzata dai ragazzi dell’Università di Genova, vestiti di abiti in stile romano da loro realizzati con grande accuratezza, con le varie figure che si potevano incontrare nella mansio romana: Marco il legionario, Mario il messaggero, Decio e Crispo i mercanti, Vetuzia la proprietaria, le sorelle Manlia e Ottavia ai giochi. Grandi e piccini sono stati introdotti nella vita dell’epoca, anche grazie ad accessori che gli studenti hanno realizzato a scopo didattico, nel pieno rispetto dei dati storici raccolti durante i loro studi.I lavori sono stati illustrati dal Soprintendente Archeologico, Dott. Luigi Gambaro, dalle responsabili dell’Associazione Etruria Nova, Dott. Elena Santoro e Dott. Lara Marelli, dalla Prof. Silvia Pallecchi dell’Università di Genova.

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