Un eritreo di 33 anni è stato massacrato di botte, nella tarda serata di ieri, da una decina di migranti che vivono nella tendopoli abusiva sul greto del fiume Roja e che hanno poi improvvisato una sassaiola contro i carabinieri del Battaglione, in servizio d’ordine nel quartiere delle Gianchette, a Ventimiglia.

Nessun militare, ufficialmente, è rimasto ferito, ma le forze dell’ordine, a detta degli abitanti, hanno passato “un brutto quarto d’ora”.

Tutto ha avuto inizio, verso le 22, quando i militari hanno visto che nel fiume si stava consumando un’aggressione. Una decina di stranieri stava picchiando un altro migrante.

I militari sono così accorsi sul greto del fiume, accolti da una raffica di sassi scagliati dagli aggressori, che in questo modo si sono assicurati la fuga. Difficilmente, comunque, le forze dell’ordine avrebbero potuto reagire, visto che nella tendopoli vivono tra le duecento e le trecento persone.

A quel punto sono sopraggiunti i rinforzi della polizia del locale commissariato e del Reparto Prevenzione Crimine. Grazie alla mediazione di un interprete in lingua araba appartenente a una associazione umanitaria, gli agenti hanno capito (ma la vicenda è ancora in corso di accertamento) che l’eritreo picchiato era accusato di essere entrato nella tenda di migranti di un’etnia diversa e di aver asportato un telefono. A quel punto, e non è la prima volta che accade, è scattata la spedizione punitiva.