Sanità ligure, influenza sfiora numeri da pandemia

“Dai dati nazionali risulta più che evidente che la Liguria è una delle regioni più colpite dall’epidemia influenzale: 15 casi ogni 1000 abitanti sono quasi numeri da pandemia”. Così l’assessore alla salute e vicepresidente della Regione Liguria Sonia Viale al termine del punto stampa di oggi nell’unità di crisi trasparente allestita nella sede del 112 al San Martino.

Ancora discussioni sul tema

L’aumento di accessi dei giorni scorsi – ha spiegato,  rispondendo in parte alle critiche mosse dal PD nei giorni scorsi, che ha portato la capogruppo PD Raffaella Paita, a seguito del botta e risposta (vista la crisi di capodanno nei pronto soccorso) a minacciare, finora senza esito, una querela nei confronti della Viale- sono di codici bianchi e verdi, mentre gialli e rossi sono stazionari: l’aumento è riconducibile direttamente all’epidemia influenzale, che ha anticipato il picco anche rispetto all’anticipo registrato l’anno scorso. Il sistema ha retto bene a un colpo davvero forte, ha risposto egregiamente a un evento straordinario”.

Accessi calati e interventi (non gravi) posticipati

“Oggi gli accessi sono calati rispetto ai giorni scorsi, – continua l’assessore– ma questo non deve farci abbassare la guardia: dopo l’influenza aumenta il rischio di polmonite, siamo attrezzati per rispondere nel miglior modo possibile grazie anche all’ottima collaborazione con i medici del territorio che in questi giorni hanno visitato migliaia di pazienti, anche a domicilio, dando disponibilità per la guardia medica negli ospedali dell’area metropolitana genovese. Abbiamo potenziato il sistema delle dimissioni protette andando anche ad assumerci il costo sociale dei collocamenti nelle residenze sanitarie. Abbiamo aumentato i posti di unità di crisi nei vari ospedali e abbiamo potenziato gli ambulatori accanto ai pronto soccorso. Stiamo inoltre posticipando alcuni interventi programmati, quelli non gravi – conclude Sonia Viale – per tenere i posti letto necessari per non intasare i pronto soccorso ma consentire una rotazione delle persone”.

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