“L’esclusione dell’offesa alla pubblica incolumità, cioè di un evento del disastro ambientale, esclude altresì uno degli elementi costitutivi del disastro…”.

Così il giudice Massimiliano Rainieri, di Imperia, motiva l’atto con cui oggi ha negato la convalida del sequestro preventivo della piscina comunale “Cascione”, di Imperia, per le presunte precarie condizioni igieniche e l’alto numero dei livelli di “Legionella”. La struttura sportiva riaprirà al pubblico sabato 13 gennaio (leggi QUI).

Riguardo alla bimba affetta dal batterio “pseudomonoas aeruginosa”, il cui padre è stato ascoltato come persona informata sui fatti, il giudice spiega: “dopo il sequestro è emerso il caso di una bimba affetta da patologia forse collegabile a lezioni individuali di nuoto nella piscina contestata. Ma si tratta di un unico episodio (altri sono al vaglio, ndr) sul quale il padre che lo riferisce si esprime, prudentemente, prospettando cioè dubbi sul nesso causale”.  Anche la società Rari Nantes interviene sul caso specifico per rassicurare la popolazione (QUI)

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Aggiunge il giudice: “Nesso causale che, se fosse provato, farebbe ipotizzare, al più, in presenza del requisito psicologico e della condizione di procedibilità richiesti, una singola lesione colposa…”.