“E’ circa quintuplicato, passando dai settantadue del 2016, ai trecentoquarantanove del 2017, il numero di passeur fermati alla frontiera franco italiana”.

Lo ha dichiarato il direttore dipartimentale della Police aux Frontières (Paf) delle Alpi Marittime, Jean Philippe Nahon, stamani, nel corso della presentazione del bilancio dell’attività della polizia di frontiera di Ventimiglia, parlando di passeur “interpellati”, l’equivalente del nostro fermo di polizia giudiziaria che si applica di fronte alla flagranza di reato.

“Ci troviamo di fronte a eccezionali flussi migratori – ha aggiunto Nahon -. Grazie alle ottime relazioni con i colleghi italiani, abbiamo potenziato la lotta ai passeur, rinforzando le pattuglie miste anche sui treni, nell’ambito degli accordi di Chambery”.

Il funzionario della polizia francese ha anche sottolineato come il regolare scambio di informazioni sia stato fruttuoso. Il capo dipartimento (prima zona) della polizia di frontiera italiana Raffaele Cavallo, invece, ha detto che sono stati circa trentunomila, più o meno in linea con l’anno scorso, i respingimenti di stranieri dalla frontiera francese a quella italiana.