Tre stranieri sono stati identificati, stamani, dalla polizia, nel corso delle operazioni di sgombero della tendopoli abusiva, sul greto del fiume Roja. Due sono stati accompagnati in commissariato, per accertamenti, a causa dell’atteggiamento provocatorio nei confronti degli agenti.

Il terzo, invece è stato denunciato per resistenza, perché non voleva lasciare la propria tenda ed ha cercato di allontanare le forze dell’ordine con un bastone. Il bilancio delle tende smantellate supera quota cento. Presenti anche alcune baracche abusive, costruite tra la vegetazione.

Questa mattina l’azienda che si occupa del servizio di igiene urbana della città di Ventimiglia ha dato esecuzione all’ordinanza sindacale nr. 54 del 13 aprile 2018, relativa alla pulizia straordinaria delle aree lungo la sponda sinistra del fiume Roja, per la riscontrata presenza di rifiuti di ogni genere e di strutture precarie installate nella zona, costituenti un grave pericolo per l’igiene e la sicurezza cittadina.

Si è trattato di un intervento programmato e pubblicizzato la scorsa settimana, anche tramite gli organi di stampa. Le stesse organizzazioni che si occupano di volontariato erano state coinvolte per avvertire i migranti dell’operazione, tanto che, già nella giornata di ieri, un numero significativo di questi ultimi si è recato spontaneamente al Centro di accoglienza della Croce Rossa Italiana.

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Per garantire l’incolumità degli operatori dell’azienda, la Questura di Imperia ha disposto l’impiego di diverse squadre del Reparto Mobile della Polizia di Stato e del Battaglione dell’Arma dei Carabinieri, provenienti da Genova.
A seguire le operazioni di bonifica anche il Questore di Imperia dott. Cesare Capocasa, che ha spiegato ai giornalisti presenti le ragioni dell’intervento straordinario di pulizia.

“I recenti episodi di violenza – ha precisato -, originati per lo più dall’accaparramento delle tende “gestite” da alcuni migranti, ha determinato il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica a decidere di ripristinare la piena sorvegliabilità dell’area, anche per tutelare la stessa incolumità dei migranti, oltre che, ovviamente, per scongiurare potenziali pericoli per la salute pubblica”.