Fissati i funerali di Vincenzo “Antonio” Rotondaro

Noto imprenditore ventimigliese titolare de “La Riserva di Castel d’Appio”

Si terranno lunedì 18 alle ore 11 nella Cattedrale di Ventimiglia i funerali di Vincenzo “Antonio”Rotondaro morto ieri. (Leggi Qui)  Tantissimi i messaggi di cordoglio arrivati su  facebook per il fondatore de “La Riserva di Castel D’Appio”, nota location di eventi anche mondani e conosciuto in tutto il mondo dopo che la sua cucina era stata apprezzata da artisti del calibro di De Quirico e Salvador Dalì.

Rotondaro lascia 3 figli, la moglie Tosca e tre nipoti.

Il commovente messaggio dell’amico Rino

Tra i tanti messaggi ricevuti molto commovente quello dell’amico Rino

“Vorrei spendere due parole per una persona. Una persona a cui ho voluto un gran bene. E che mi ha voluto, un gran bene. Come fossi uno dei suoi figli. Avevo un rapporto speciale con Lui, specialmente e soprattutto negli anni in cui ho lavorato alle Sue dipendenze. Vorrei precisare una cosa: non è vero che “da morti si è tutti più buoni”. Io di Vincenzo ho sempre pensato quello che ho da ‘dirvi’. Sempre. Era una persona solare, divertente, ironica e soprattutto generosa, sino all’inverosimile. Severa quando serviva, ma con un cuore immenso. Sempre pronto alla battuta. E quante ce ne siamo scambiate nel corso degli anni in cui eravamo a stretto contatto! Ricordo, solo per citarne una, che una mattina, dopo una nottata (io ero il suo portiere di notte) con un gran vento, mi trovavo a ramazzare dalle foglie, il viale del suo Hotel, sopra Ventimiglia (IM). Casualità vuole che ero tutto vestito di nero. Lui “appare” sulla porta d’ingresso, mi guarda e mi fà: “Mi sembri un Balilla vestito cosi’..!” ed io prontamente: “Signor Vincenzo, non poteva farmi complimento più bello!” e lui: “Ma vaffanculo và..!!” Eravamo cosi’.. come davvero fossimo padre e figlio. Sentimentalmente mi aveva adottato, ed io lo ritenevo davvero come un padre. Prodigo di consigli, di aneddoti,era una persona conosciutissima e benvoluto da tutti. Ma non voglio raccontarne la storia, o come dal nulla creo’ il suo meraviglioso Hotel, conosciuto in tutto il Mondo. Cio’ che mi preme raccontare, è l’Uomo, non l’imprenditore. Cio’ che desidero condividere è il suo cuore, la sua ironia, non la sua mente, seppur satura di pura e fine intelligenza. “Ehh… beato te che non capisci un cazzo..” mi diceva scherzosamente spesso e volentieri. Ed io ogni volta ribattevo: “Ovvio che non capisco un cazzo. Altrimenti mica lavoravo qui”. Eravamo cosi’. Era cosi’: pungente, ironico, geniale. Rimpiango solo il fatto che era parecchio tempo che non lo vedevo, che non ci sentivamo. Mi sarebbe piaciuto parlarci ancora insieme, ricordare i bei tempi, e rinnovare la stima e l’affetto che avevamo l’uno per l’altro. Per questo mi rimarrà un po’ il rammarico e/o il rimorso, di non averlo fatto. Di certo, è che Vincenzo mancherà non solo ai suoi cari ma anche a chi, COME ME, ha avuto il piacere, l’onore e l’orgoglio, di averlo conosciuto. Posso darti del ‘tu’ per l’ultima ed unica volta?
CIAO VINCENZO… e GRAZIE di tutto”