Si è chiusa con tre dichiarazioni di “non luogo a procedere”, stamani, davanti al gup Domenico Varalli, di Imperia, il processo per falso ideologico e appropriazione indebita che ha visto finire sotto inchiesta, nel febbraio del 2013, la pubblica emergenza “Ponente Emergenza”.

Tre gli imputati: l’ex presidente Pierina Raco, di Camporosso; l’allora vice presidente Francesco Biancheri, e la segretaria Anna Maria Ferrara, entrambi di Bordighera. Per il falso ideologico, contestato a tutti e tre, è stato dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione del reato; mentre nel caso della appropriazione indebita, fondamentale si è rivelato il difetto di querela.

Il falso ideologico si riferisce alla costituzione della stessa pubblica assistenza. Nel mirino l’atto costitutivo dell’associazione, dell’agosto 2007, nel punto in cui si riporta, con la qualifica di consiglieri, la presenza di Mauro Manna e Sonia Filice.

Per l’accusa, sostenuta dal pm Antonella Politi, la sottoscrizione di Manna sarebbe falsa; quella di Filice sarebbe stata carpita. In questo modo: Regione, Asl e Comune di Bordighera sarebbero stati indotti in errore sul numero dei soci, requisito fondamentale per l’abilitazione a operare e la pubblica assistenza avrebbe ottenuto l’iscrizione al registro regionale delle associazioni di volontariato e l’autorizzazione al trasporto di malati e infortunati.

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L’accusa di appropriazione indebita, contestata soltanto a Biancheri e a Ferrara, riguarderebbe un ingiusto profitto di 34 mila 179 euro prelevati a più riprese dal conto corrente dell’associazione. Biancheri e Ferrara sono comparsi in giudizio difesi dall’avvocato Marco Bosio; Raco da Alessandro Sindoni.