“Gli arresti compiuti alla frontiera incidono per ben oltre il cinquanta per cento dell’attività giudiziaria dei nostri uffici. Appena mi sono insediato a Imperia, ho scoperto una realtà il cui il fenomeno dell’immigrazione clandestina, dei documenti falsi o dei passeur, genera un numero di fermati e arrestati paragonabile a una grande città”.

Lo ha dichiarato il procuratore di Imperia, Alberto Lari, stamani, alla presentazione del bilancio dell’attività della polizia di frontiera, nel corso del 2017. Lari, in particolare, ha paragonato i dati della frontiera a città come Genova, dalla quale tra l’altro proviene.

Per quanto riguarda la lotta alla criminalità organizzata, a cavallo tra la Riviera ligure di Ponente e la vicina Costa Azzurra, se da una parte il procuratore ha elogiato i risultati ottenuti nella cooperazione transfrontaliera tra le due polizie, dall’altra ha evidenziato la necessità di: “intensificare i contatti tra le procura di Imperia e Nizza”.

Lari ha così annunciato che nei prossimi giorni incontrerà il collega francese ed ha aggiunto: “Creare una collaborazione tra le due autorità giudiziarie è un lavoro complesso, in quanto non esiste una indagine cosiddetta ‘europea’. Pertanto, bisogna mettere assieme normative e strumenti diversi. Dalle intercettazioni congiunte, all’interscambio di informazioni”.

Leggi anche:  Crolla un'altra porzione del tetto di Palazzo Spinola a Taggia

Ha poi sottolineato come Ventimiglia rappresenti un crocevia importante, non solo per l’immigrazione clandestina, ma anche per il traffico di stupefacenti: “con una realtà criminale – ha dichiarato – paragonabile a quella di una grande città”.

LA VIDEO INTERVISTA A DOMENICO LARI