Che cosa è la casa familiare? A chi viene assegnata dopo il divorzio? La legge individua con il termine «casa familiare» quel bene immobile in cui si svolgeva la vita del nucleo famigliare quando lo stesso era ancora unito. Pertanto non può essere oggetto di provvedimento di assegnazione un immobile in cui le parti avevano il solo progetto di trasferirvisi. Senza averne avuto tuttavia il tempo di realizzare tale proposito. Così come non può essere considerata tale la casa di villeggiatura.

Che cosa è la casa familiare

Il concetto di casa familiare si estende anche ai beni mobili, agli arredi, ai corredi. Così come le pertinenze ad eccezione dei beni strettamente personali delle parti. Il nostro codice civile all’articolo 337 sexies sancisce che «il godimento della casa familiare è attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli». Siano essi nati da genitori coniugati o meno. Questa norma, così come anche affermato nelle pronunce a Sezioni Unite del 1995 e del 2002 della Corte di Cassazione, trova il proprio fondamento nella necessità di tutelare il prevalente interesse dei figli nel momento della disgregazione del nucleo familiare. Ed evitare loro l’ulteriore trauma dell’abbandono dell’habitat naturale domestico.

Il diritto di proprietà

Presupposto per l’assegnazione del diritto di abitare nella casa familiare è riferibile al fatto che il coniuge assegnatario o entrambi i coniugi vantino o un diritto di proprietà sull’immobile o comunque un altro diritto di godimento reale o personale sulla medesima. Altro presupposto, secondo la giurisprudenza, è che il coniuge assegnatario sia il genitore affidatario dei figli minorenni o maggiorenni non indipendenti economicamente o portatori di handicap grave. La norma prevede altresì che il Giudice tenga conto dell’assegnazione della casa nella successiva regolazione dei rapporti economici tra le parti.

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E se la casa è in locazione o in comodato d’uso?

Se la casa familiare è occupata in forza di un contratto di locazione, colui al quale viene assegnata subentra di diritto nel contratto dandone semplice comunicazione al locatore e divenendone debitore. E se la casa è in comodato d’uso? Se la casa familiare è stata concessa in comodato per esempio, dai genitori di un coniuge, l’assegnatario potrà opporre il provvedimento e godere dell’immobile. Entro i confini del diritto concesso al comodatario e con il vincolo preciso della destinazione dell’immobile alle esigenze della famiglia. Il comodante quindi non potrà pretendere la restituzione della casa sino a che i figli rimarranno conviventi con il genitore assegnatario.