Gli alunni di 2C della sede distaccata del Liceo Scientifico Viesseux, di Imperia, sono costretti a studiare con temperature che in classe hanno raggiunto anche i dieci gradi. Sono i genitori degli studenti a denunciare le precarie condizioni, con una lettera inviata al preside dell’istituto e alla provincia.

“Nel mese di dicembre la temperatura in aula non raggiungeva i 10 gradi – spiega Sonia Colombo – e per alcuni giorni dei professori presi dallo sconforto hanno richiesto che le quattro classi venissero spostate nella sede centrale. Gli alunni sono stati dislocati alla meglio, ma per lo meno al caldo”.

Prosegue il genitore: “L’amministrazione provinciale ha recuperato dai propri magazzini stufette e pompe di calore da collocare nella aule. Peccato, però, che la voltura Enel non regga la potenza richiesta e i ragazzi si trovino al buio”.

Conclude la madre: “Ho inviato mail a Provincia e preside, ma non ho ancora avuto risposte. Ho chiamato diverse volte il preside chiedendo di trovare una soluzione e come risposta ho avuto che il vice preside è andato di persona nella succursale ed invece di fare un controllo in tutte le classi si è recato in una sola classe e mi riferisce che i ragazzi non hanno freddo.

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Rimango proprio di stucco”. Nella missiva si fa presente i ragazzi di 2C svolgono le lezioni senza che siano rispettati i requisiti minimi di legge.

“In particolare – si legge – si segnala la quasi completa assenza di riscaldamento e l’utilizzo di mezzi di fortuna affinché si provino a raggiungere le temperature previste per legge, cosa che puntualmente non avviene con logica conseguenza di frequenti stati influenzali che colpiscono i ragazzi”.

E poi. “Pur consapevoli delle ormai croniche carenze della Scuola Pubblica non completamente addebitale agli uffici periferici, deve segnalarsi però che la situazione è divenuta ormai intollerabile e si chiede un immediato intervento al fine di regolarizzare la situazione in essere”.

A conclusione: “In mancanza non potrà garantirsi il diritto allo studio dei ragazzi i quali dovranno gioco forza evitare di recarsi presso il complesso per non veder compromessa la propria salute”.